The World’s 50 Best Restaurants, l’Italia c’è e si vede
19 Aprile 2011
Agli Oscar della cucina l’Italia si fa onore. A The World’s 50 Best Restaurants i ristoranti ed i maestri italiani impongono la loro presenza, scalando posizioni ed ottenendo allori importanti.
Premi e punizioni sono stati assegnati alla Guildhall, Londra. Luci soffuse, riflettori sugli chef ed una giuria composta da 840 esperti di alimentazione: la manifestazione sponsorizzata della
rivista Restaurant aveva fin da subito i crismi del prestigio e del valore.
Fin da subito, le regole sono state chiare. I partecipanti sarebbero stati pesati da un collegio giudicante composto da 800 giurati, 30 per ognuna delle 27 aree geografiche scelte più un
capo coordinatore. A farne parti, cuochi, titolari di ristoranti (non possono votare per i propri locali), giornalisti specializzati e gastronomi viaggiatori.
Inoltre, il voto veniva assegnato al ristorante non allo chef singolo. In questo modo, veniva giudicato il locale nel complesso, quell’insieme di cucina, atmosfera, servizio ed ambiente totale.
E, così facendo, si dava importanza tanto al maestro quanto al suo team di allievi e collaboratori.
Purtroppo, il podio è affare degli stranieri. Primo in assoluto il ristorante Noma, del cuoco danese Renè Redzepi: a lui il merito “Di essere riuscito nella difficile impresa di
rimanere il numero uno, sottolineando così il suo impegno a ridefinire la cucina nordica”.
Secondo e terzo posto per due spagnoli: El Celler de Can Roca e Mugaritz. El Celler vanta una gestione famigliare e dinamica, il più giovane dei fratelli cuochi ha 33 anni, ed una
classifica migliorata: due posizioni più avanti rispetto allo scorso anno. Stesso balzo in avanti per il Mugaritz, pienamente ripreso dalla devastazioni causate dall’incendio nel 2010.
Il quarto posto profuma d’Italia: tale posizione è dell’Osteria Francescana, che conferma la sua presenza nei top 10 e migliora il proprio rendimento rispetto a 365 giorni fa.
Al suo capo cuoco Massimo Bottura va inoltre Chef’s Choice, il premio assegnato allo chef più votato dai colleghi. E la soddisfazione si vede: “Non vorrei sembrare esagerato, ma
questo premio è forse anche più emozionante di un posto più alto nella classifica. Mi dimostra la stima dei colleghi, mi dimostra il gradimento da parte di chi fa il mio
stesso mestiere e quindi guarda alla mia cucina e alla mia sala con l’occhio critico e tecnico insieme. Ne sono orgoglioso e onorato. Soprattutto dimostra che i cuochi non sono più
concorrenti ma davvero amici e colleghi”. Per l’uomo, l’ennesimo premio in una bacheca che può vantare già il primo posto della Guida de l’Espresso ed il titolo miglior chef del
mondo dell’Accademie della cucina.
La schiera tricolore comprende anche il Combal.Zero di Rivoli (28°, +7 rispetto alla scorsa edizione), spinto dalla cucina di Davide Scabin, mix spudorato d’innovazione temeraria e
rispetto della tradizione. Altrettanto fuori misura la sede: il Combal.Zero si trova in un museo di arte contemporanea. Sale anche il ristorante Le Calandre, (chef Alajimo), posizone
32°. Un passo in dietro il Ristorante Cracco, con la squadra dello chef Carlo rientrata in pista dopo un anno di stop.
Risultati positivi anche per Dal Pescatore di Canneto sull’Oglio (38°, chef Nadia e Giovanni Santini), ed Il Canto di Siena (39°, chef Paolo Lopriore).
Unico momento di amarezza, il premio Veuve Clicquot World’s Best Female Chef. La neonata manifestazione ha visto trionfare la Anne-Sophie Pic, della Maison Pic. La maestra francese ha
così superato le concorrenti, tra cui la nostra Nadia Santini, del Ristorante Dal Pescatore.
LEGGI la classifica completa (File PDF)
Matteo Clerici
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