40.000 Euro: Barolo e beneficenza per la Cambogia
15 Marzo 2011
Ottimo risultato per l’asta benefica del Barolo, tenutasi nell’omonimo castello piemontese ma, grazie al web, capace d’interagire con facoltosi appassionati di Singapore ed Honk Kong.
L’iniziativa, nata da Gianni Gagliardo e giunta alla 12° edizione, è iniziata con un minuto di silenzio, per onorare i morti giapponesi del sisma. Dopodiché, si è
lasciato campo aperto al battitore Giancarlo Montaldo e la sua squadra: la doppiatrice Simona Izzo, Antonio Preziosi, direttore del Gr e di Radio Uno, e dall’attore Ricky Tognazzi.
Notevoli i pezzi battuti, sia per numero. Ad esempio un lotto dedicato ai 150 dell’Unificazione, formato da 12 bottiglie di Barolo 2006: lo ha conquistato l’enoappassionato Gabrielle Pipicelli,
per 4000 Euro. Il lotto gemello sarà incede donato in settimana al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
In totale, i 36 lotti hanno raccolto circa 40.000 Euro (39.830), di cui una parte consistente provenienti dai fan asiatici in collegamento informatico.
I soldi così raccolti saranno destinati alla scuola alberghiera Don Bosco a Sihanouk in Cambogia, creata dal salesiano Roberto Panetto, di Cerasuole d’ Alba. E proprio Panetto viene
elogiato da Pipicelli: “Un uomo che sa dare conto dei fondi ricevuti e li utilizza per insegnare, quindi per far camminare con le proprie gambe i giovani cambogiani. L’Italia è unica e
meravigliosa – ha aggiunto il vincitore del lotto Italia 150 – e dietro la ricchezza di ogni regione c’è il contributo sia degli uomini del Nord che del Sud. E’ un errore creare
divisioni”.
Beneficenza a parte, l’asta al castello è stata importante, per la promozione dell’enogastronomia piemontese.
L’edificio è infatti sede del WiMu, il Museo del Vino, nelle intenzioni dei creatori punto di concentrazione intellettuale e (non solo) del bere di qualità. Perciò, l’asta
internazionale è stata un momento di promozione e di aggregazione importante. Soddisfatto perciò Alberto Cirio, assessore regionale al Turismo: “La Regione Piemonte ha voluto
portare nel territorio l’iniziativa ideata dal produttore langarolo Gianni Gagliardo”.
Da un punto di vista strettamente alimentare, il Barolo è stato messo alla prova dallo chef Davide Scabin. Il risultato, secondo Luigi Scavino dell’azienda Azelia, “Il Barolo, esportato
all’80%, possa non solo essere consumato con la selvaggina ma anche con la cucina moderna, light o etnica che sia”.
Matteo Clerici
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