Parsimonioso, viaggiatore e di compagnia: ecco il turista rurale del 2010
15 Novembre 2010
Il mutare dei consumi e, soprattutto la duratura crisi economica, fanno sentire i loro effetti sul turismo. Se infatti una buona fetta degli italiani, non rinuncia alle classiche vacanze, molti
altri decidono così di risolvere il problema cercando nuove soluzioni. Nasce così la figura del turista rurale, sempre meno figura d’élite sempre più scelta di
gruppo.
Questa una delle informazioni di ” La Radiografia del Turista Rurale 2010″ ricerca svolta dalla società Toprural.it e da Sondea, gruppo indipendente di analisi di mercato. Per il secondo
anno consecutivo, gli esperti hanno selezionato un campione di 1006 volontari, rivolgendo loro domande su tempi, costi e modalità delle vacanze.
Così facendo è, in primis, emersa la crescente importanza del turismo rurale. Il 78% dei soggetti ha modificato i propri svaghi ed il 51% del totale ha deciso di puntare sul tale
modo di rilassarsi, soggiornando in agriturismo almeno 1 volta l’anno.
Dopo questa scrematura di base, gli studiosi tracciano un identikit del turista rurale.
Il turista rurale-tipo proviene da una città di medie dimensioni (51%), ha una formazione culturale e professionale medio-alta (42% ha la laurea) ed un’età dai 34 ai 44 anni (37%
dei turisti rurali).
In base alla risposte, esso è un tipo girovago, che compie diversi viaggi (in media 2,4 volte l’anno) ma non ama fermarsi: la durata media dell’esperienza è di 3 notti. Periodi
più amati per queste esperienze sono i fine settimana ( 51%) ed i ponti (il 43%); riguardo le vacanze, resistono quelle estive.
Il soggetto è anche attento alle spese: queste si aggirano intorno ad 83€ a persona, la maggioranza (65%) per l’affitto. Ed i soldi sono anche il primo dei fattori determinanti
della scelta, seguiti da pulizia della struttura e tranquillità della zona. Da non trascurare però variabili come la comodità, l’offerta gastronomica o la regione
specifica. A riguardo, richiestissime sono Toscana (30%), la Sicilia (9%), la Puglia (l’8%) e l’Umbria (8%).
Osservando poi l’architettura, si nota come il “blocco unico” resiste: l’84% preferisce infatti affittare all’interno dell’agriturismo, mentre il restante 16% ama alloggiare in un appartamento
rurale indipendente.
Tali pernottamenti avvengono in compagnia: il turismo rurale si fa con il in compagnia del proprio compagno/a (il 51% del campione), con il proprio coniuge ed i figli (il 31% dei turisti
rurali). Solo un 26% pratica il turismo rurale con i propri amici.
Riguardo alla scelta dell’agriturismo, i sondaggisti evidenziano la coabitazione tra nuove tendenze e vecchie usanze.
Al primo posto, si piazza saldamente Internet, usato dal 77% degli intervistati come strumento di ricerche. Tuttavia, mantiene la seconda piazza la vecchia raccomandazione (43%) specie di
soggetti di fiducia, come amici e parenti. Seguono a netta distanza annunci (18%), guide agrituristiche (17%) ed agenzie di viaggio, fanalino di coda con solo il 9%.
Dopo la fase dell’aggancio, arriva quello della selezione vera e propria. In questa, importanza fondamentale hanno caratteristiche e servizi offerti, che il 63% indica come vero ago della
bilancia.
Infine, la prenotazione. Qui, è tutta tecnologia: il podio è infatti composto da prenotazione telefonica (62%), mail (52%) e prenotazione on-line (41%).
PER ULTERIORI INFORMAZIONI:
00800 277 277 27 (Numero verde Toprural.it in Italia)
lucio.colavero@toprural.com
Matteo Clerici
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