Vino sardo alla conquista della Cina
26 Febbraio 2010
240.000 bottiglie di vino, spedite dalla Sardegna con destinazione Shanghai.
Questa la testa di ponte usata dalla Confcommercio e la Confturismo del Nord Sardegna, in collaborazione con la Camera di Commercio e la partnership tecnica di Sardegna Produce, per iniziare un
progetto di cooperazione agro-alimentare con un gruppo di produttori della città cinese.
L’obiettivo della manovra è allargare il mercato dei prodotti tipici dell’isola mediterranea, innanzitutto creando un canale stabile con una delle economie emergenti del momento.
L’iniziativa, incastonata nel progetto Rose Wedding, è iniziata nel giugno scorso. All’epoca, alcuni esperti di promozione dell’eccellenza sarda sono sbarcati a Shanghai, con l’obiettivo
di rappresentanti di una delle più’ importanti catene di distribuzione alimentare della città’, la Huai Hai Group Ltd, proprietaria, tra l’altro, degli ipermercati localizzati nel
cuore della metropoli cinese, oltre che dei punti vendita all’interno dell’aeroporto internazionale di Pudong.
La mediazione ha così permesso ai cinesi di apprezzare olio e vino, mentre i rappresentanti di Sardegna Produce si sono impratichiti con la procedura d’esportazione dei prodotti.
Successivamente, è avvenuto il confronto tra acquirenti cinesi e produttori isolani, avente in ballo gli accordi commerciali per la fornitura di merce sufficiente per effettuare i primi
test sui consumatori di Shanghai. Infatti, l’interesse della Huai Hai Commercial Group non è limitato solo la produzione vinicola, ma tocca altre eccellenze del territorio.
Secondo gli esperti, la posta in palio dell’operazione è altissima. Ad oggi, la Cina è il mercato con il più alto tasso produzione della ricchezza. Inoltre, il prossimo
Expo 2010 trasformerà Shanghai in una vetrina di primissimo piano, calamita per almeno 80 milioni di visitatori.
Allora, nel caso gli assaggi già inviati fossero graditi, la terra del Dragone potrebbe diventare sede stabile di cantine, oleifici ed altre realtà made in Sardinia.
Matteo Clerici





