Venezia: Nuove norme per il settore vitivinicolo

Venezia: Nuove norme per il settore vitivinicolo

By Redazione

Venezia – Il sistema enologico italiano si appresta ad affrontare il suo futuro con un quadro di regole rinnovato e più aderente alla realtà vitivinicola della penisola. La
Conferenza Stato – Regioni ha infatti dato via libera alla riforma della Legge che per 17 anni ha disciplinato l’attribuzione delle denominazioni dei vini, la 164 del 1992. La parola ora passa al
Ministro delle politiche agricole Luca Zaia e al Consiglio dei Ministri per l’approvazione definitiva del testo. “Si tratta di una riforma fondamentale – ha sottolineato il vicepresidente della
Giunta regionale del Veneto Franco Manzato – frutto di un lungo lavoro comune tra Regioni, filiera e Ministero. Come Veneto abbiamo collaborato in maniera attiva e propositiva per dare nuova
forma a questa indispensabile cornice normativa per la tutela e la valorizzazione dei nostri vini, che nella sua formulazione del 1992 era stata messa fuori gioco dai tempi e dalla nuova
Organizzazione Comune del Mercato del vino”.

“Il Veneto in particolare – ha aggiunto Manzato – ha contribuito a elaborare il processo di riforma alla luce della sua esperienza e della posizione della sua filiera nel mercato nazionale e
internazionale, che vede gli operatori regionali esportare all’estero una quantità di vino e mosto pari ad oltre il 60 per cento della produzione veneta, corrispondente al 28 per cento
dell’intero export nazionale in quantità e valore. Tra gli aspetti innovativi che abbiamo contribuito ad introdurre vi sono quelli relativi ai processi di scelte vendemmiali e alla
riclassificazioni delle uve, ma soprattutto – ha sottolineato il vicepresidente – sulla base della nostra esperienza abbiamo supportato il trasferimento nella normativa nazionale di quei
processi di semplificazione che nel sistema amministrativo veneto sono una realtà ormai molto avanzata”.

La riforma fa leva sulla storicità della produzione italiana di vini a Denominazione e punta a rafforzarne la tutela riconoscendo il valore della qualità e del territorio come
patrimonio sul quale si fonda la nostra enologia. Per il Veneto – ha concluso Manzato – questo significa una piramide qualitativa costituita da 25 DOC e da 6 DOCG, che presto si
arricchirà di altre due Denominazioni di Origine Controllata e Garantita: l’Amarone e il Recioto della Valpolicella”.

 

regione.veneto.it

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