Fame: più agricoltura per nutrire il mondo

Fame: più agricoltura per nutrire il mondo

By Redazione

Bisogna adottare politiche serie per incrementare le produzioni alimentari e rendere i produttori agricoli reali protagonisti. Le conclusioni del recente “G14” degli agricoltori evidenziano
l’esigenza di un piano d’azione globale. Più agricoltura per sfamare il mondo. E’ quanto ribadisce la Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito al rapporto della Fao che stima in
più di un miliardo le persone che soffrono la fame nel Pianeta. Davanti a queste cifre drammatiche la Cia riafferma l’esigenza di nuove politiche che permettano di valorizzare
l’agricoltura e il suo apporto alla lotta alla malnutrizione.

Da qui alcune precise proposte che sono contenute anche nella risoluzione finale che è stata approvata nel recente “G14” degli agricoltori, promosso proprio dalla Cia e dalla Fipa
(Federazione internazionale dei produttori agricoli): raddoppiare la produzione agricola mondiale per soddisfare i bisogni di una popolazione che nel 2050 sarà di 9 miliardi di persone;
aumentare gli investimenti per incrementare la produttività agricola nei paesi in via di sviluppo; individuare una strategia comune per limitare il drammatico impatto delle crisi
alimentari; regole certe per riequilibrare i mercati; priorità alla disponibilità e all’uso efficiente dell’acqua; adattare l’agricoltura ai mutamenti climatici; tutelare i redditi
degli agricoltori.

Per la Cia è, dunque, indispensabile un piano di azione globale per aumentare la produzione agricola in maniera ambientalmente-sostenibile, economicamente-praticabile e
socialmente-responsabile. Le politiche agricole non devono più trascurare il ruolo degli agricoltori, specialmente dei piccoli agricoltori. Devono far sì che la sicurezza alimentare
e lo sviluppo sostenibile divengano realtà.

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