Affamati da morire: nel 2009 1,02 miliardi di persone in stato di sottonutrizione.

Affamati da morire: nel 2009 1,02 miliardi di persone in stato di sottonutrizione.

By Redazione

Il dato non lascia spazio a dubbi od interpretazioni: nel 2009, 1,02 miliardi di persone si troveranno in uno stato di sotto-nutrizione.

Ad affermarlo la Fao (Food and Agricolture Organisation) agenzia delle Nazioni Unite, che sottolinea come la combinazione di crisi mondiale e riduzione dei redditi abbia generato una catena
devastanti di eventi, con effetti drammatici sulla possibilità per i poveri di avere accesso al cibo.

Se infatti gli anni 80 e buona parte degli anni 90 avevano visto una riduzione, lenta ma costante, della fame cronica del mondo il Duemila ha ribaltato la situazione, fatta precipitare dalla
recessione in corso.

I primi ad essere colpiti, secondo gli analisti Onu, saranno i poveri delle città, in quanto la recessione spingerà pesantemente al ribasso la domanda di lavori urbani.

Tali individui saranno costretti a spostarsi nelle campagne. Aggravando la situazione di aree già depresse.

In alcuni Paesi in via di sviluppo, la situazione sarà ulteriormente appesantita dal fatto che i trasferimenti monetari (le rimesse) degli emigrati nei loro paesi d’origine sono
diminuiti sostanzialmente nel corso di quest’anno, causando una notevole riduzione delle riserve estere e dei redditi familiari.

La diminuzione delle rimesse, insieme al previsto declino degli aiuti ufficiali allo sviluppo, ridurrà ulteriormente la capacità dei paesi di avere accesso al capitale necessario
a sostenere la produzione e a creare reti di sicurezza e schemi di protezione sociale per i poveri.

Jacques Diouf, direttore generale della Fao riassume così la situazione: “La pericolosa combinazione della recessione economica mondiale e dei persistenti alti prezzi dei beni
alimentari in molti paesi ha portato circa 100 milioni di persone in più rispetto all’anno scorso oltre la soglia della denutrizione e della povertà croniche. Questa silenziosa
crisi alimentare, che colpisce un sesto dell’intera popolazione mondiale, costituisce un serio rischio per la pace e la sicurezza nel mondo. Abbiamo urgentemente bisogno di creare un largo
consenso riguardo al totale e rapido sradicamento della fame nel mondo, e intraprendere le azioni necessarie ad ottenerlo. L’attuale situazione dell’insicurezza alimentare nel mondo non ci
può lasciare indifferenti”
.

Sottolineati questi dato, gli studiosi Fao ritengono che buona porte dei Paesi in via di sviluppo ha le potenzialità per risollevarsi, a patto di muoversi correttamente.

Fondamentale è il potenziamento del settore agricolo indispensabile sia per combattere la fame che come base per l’economia.

All’agricoltura dovranno essere così dedicati numerosi investimenti, con un occhio di riguardo per i piccoli e medi coltivatori: ad essi dovrà essere garantito l’accesso non solo
a sementi e fertilizzanti, ma anche a tecnologie più adatte, infrastrutture, schemi di finanza rurale e mercati.

Matteo Clerici

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