Affamati da morire: nel 2009 1,02 miliardi di persone in stato di sottonutrizione.
21 Giugno 2009
Il dato non lascia spazio a dubbi od interpretazioni: nel 2009, 1,02 miliardi di persone si troveranno in uno stato di sotto-nutrizione.
Ad affermarlo la Fao (Food and Agricolture Organisation) agenzia delle Nazioni Unite, che sottolinea come la combinazione di crisi mondiale e riduzione dei redditi abbia generato una catena
devastanti di eventi, con effetti drammatici sulla possibilità per i poveri di avere accesso al cibo.
Se infatti gli anni 80 e buona parte degli anni 90 avevano visto una riduzione, lenta ma costante, della fame cronica del mondo il Duemila ha ribaltato la situazione, fatta precipitare dalla
recessione in corso.
I primi ad essere colpiti, secondo gli analisti Onu, saranno i poveri delle città, in quanto la recessione spingerà pesantemente al ribasso la domanda di lavori urbani.
Tali individui saranno costretti a spostarsi nelle campagne. Aggravando la situazione di aree già depresse.
In alcuni Paesi in via di sviluppo, la situazione sarà ulteriormente appesantita dal fatto che i trasferimenti monetari (le rimesse) degli emigrati nei loro paesi d’origine sono
diminuiti sostanzialmente nel corso di quest’anno, causando una notevole riduzione delle riserve estere e dei redditi familiari.
La diminuzione delle rimesse, insieme al previsto declino degli aiuti ufficiali allo sviluppo, ridurrà ulteriormente la capacità dei paesi di avere accesso al capitale necessario
a sostenere la produzione e a creare reti di sicurezza e schemi di protezione sociale per i poveri.
Jacques Diouf, direttore generale della Fao riassume così la situazione: “La pericolosa combinazione della recessione economica mondiale e dei persistenti alti prezzi dei beni
alimentari in molti paesi ha portato circa 100 milioni di persone in più rispetto all’anno scorso oltre la soglia della denutrizione e della povertà croniche. Questa silenziosa
crisi alimentare, che colpisce un sesto dell’intera popolazione mondiale, costituisce un serio rischio per la pace e la sicurezza nel mondo. Abbiamo urgentemente bisogno di creare un largo
consenso riguardo al totale e rapido sradicamento della fame nel mondo, e intraprendere le azioni necessarie ad ottenerlo. L’attuale situazione dell’insicurezza alimentare nel mondo non ci
può lasciare indifferenti”.
Sottolineati questi dato, gli studiosi Fao ritengono che buona porte dei Paesi in via di sviluppo ha le potenzialità per risollevarsi, a patto di muoversi correttamente.
Fondamentale è il potenziamento del settore agricolo indispensabile sia per combattere la fame che come base per l’economia.
All’agricoltura dovranno essere così dedicati numerosi investimenti, con un occhio di riguardo per i piccoli e medi coltivatori: ad essi dovrà essere garantito l’accesso non solo
a sementi e fertilizzanti, ma anche a tecnologie più adatte, infrastrutture, schemi di finanza rurale e mercati.
Matteo Clerici





