Toscana: Ocm del vino – CIA: “Servono maggiori risorse”

Toscana: Ocm del vino – CIA: “Servono maggiori risorse”

By Redazione

Toscana – Servono maggiori risorse per il “vigneto Toscana” per poter sfruttare al meglio la nuova Ocm (Organizzazione comune di mercato) vino, in vigore da agosto, che prevede la
ristrutturazione e riconversione dei vigneti.

Lo ha sottolineato in una lettera indirizzata al presidente della Regione Toscana e assessore all’Agricoltura, Claudio Martini la Cia Toscana.

Fra le azioni previste dalla nuova Ocm del vino – afferma la Cia Toscana – quella della ristrutturazione e riconversione dei vigneti è la parte maggiormente interessante per la
viticoltura Toscana che fonda il proprio il sistema produttivo sulla qualità dei prodotti e un legame vero con il territorio. “Novità che comportano, però, un impegno forte
da parte dei produttori – dice Giordano Pascucci, presidente della Cia Toscana – nel dover mantenere un patrimonio viticolo costituito non soltanto da superfici importanti ma soprattutto da
vitigni la cui qualità e tipicità possono garantire la qualità e l’eccellenza della produzione viticola toscana conosciuta in tutto il mondo”.

La scarsità delle risorse a disposizione per le azioni di ristrutturazione e riconversione dei vigneti mette seriamente a rischio questa possibilità: “Già si registra –
aggiunge Pascucci – una fortissima differenza fra le richieste di finanziamento e le risorse disponibili per cui tanti produttori che hanno in corso operazioni di rinnovamento dei vigneti non
hanno la certezza di poter contare sul sostegno necessario”.

La situazione è ancor più grave – rimarca la Cia Toscana – se la collochiamo nelle prospettiva dei prossimi anni, poiché in assenza di novità rilevanti a riguardo,
per i produttori risulterà del tutto inutile presentare le domande di accesso alle risorse in oggetto perché ciò avrebbe il solo risultato di allungare la lista degli
aventi diritto senza una ragionevole speranza di ottenere il finanziamento.

Inoltre per quanto riguarda la gestione delle risorse dell’Ocm, è praticamente scomparsa la possibilità per la nostra Regione di utilizzare risorse non spese da altre
Regioni. 

“Questa situazione – spiegano Adriano Rubegni e Paolo Fabrizzi, coordinatori del Gruppo di interesse economico vitivinicolo della Cia Toscana – penalizza fortemente la Toscana che ha una
superficie vitata inferiore ad altre regioni viticole importanti, ma con esigenze assolute di rinnovamento per mantenere il livello di qualità e di eccellenza che ha faticosamente
conquistato.

Analoga situazione si registra anche per la promozione dove la Toscana, a fronte di tante denominazioni di qualità da promuovere e valorizzare, si trova invece a disposizione una
quantità modesta e assolutamente insufficiente di risorse”.

La nuova Ocm del vino, infatti, con pratiche che non puntano alla qualità, può anche creare delle ulteriori difficoltà ad una produzione come quella Toscana che invece
sulla qualità e il legame con il territorio punta tutto il suo valore aggiunto.

“E’ fondamentale quindi – aggiungono – che la qualità delle produzioni toscane possa essere rivendicata a cominciare dal momento produttivo, ovvero con vigneti moderni nella concezione
tecnologica, innovativi sul piano delle varietà autoctone e in linea con le tradizionali della viticoltura regionale”.

La Cia Toscana chiede al presidente Martini una riflessione sulle conseguenze che si avranno sul sistema vitivinicolo toscano in assenza di correttivi significativi, ovvero in assenza di
adeguate risorse per finanziare le iniziative e i progetti aziendali che la misura prevede.

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