Toscana: Attività di bonifica – La CIA chiede un riordino serio e coerente della materia
7 Maggio 2009
Toscana – “Sono ormai quindici anni che si va avanti a discutere di attività di bonifica, con polemiche e miniriforme che aumentano la confusione. Adesso basta, è ora di
mettere la parola fine a questo tormentone, facendo un riordino serio e coerente della materia”.
E’ questa la posizione della Cia Toscana nei confronti dell’assessore regionale alle Risorse idriche Marco Betti, in occasione dell’incontro con le organizzazioni professionali agricole. “Nella
parola ‘bonifica’ – afferma la Cia della Toscana – vengono ricomprese una serie di attività di manutenzione del territorio, pulizia degli argini dei fiumi, controllo dei corsi
d’acqua, gestione dell’irrigazione che, insieme alle opere di difesa del suolo ed alla gestione complessiva delle risorse idriche, sono essenziali per la sicurezza del territorio e la
prevenzione dei disastri ambientali. Per questo la Cia ritiene importante la discussione in atto in Toscana, che non può ridursi alle solite schermaglie sui Consorzi di bonifica”.
Per il presidente della Cia Toscana Giordano Pascucci “occorrono entro la fine della legislatura regionale atti concreti, chiari e coerenti. Sono anni – prosegue Pascucci – che chiediamo un
progetto organico per l’acqua, una legge sulla difesa del suolo, un riordino serio della bonifica.
Su quest’ultimo aspetto non è accettabile che si continui con il caos attuale, con pezzi di territorio gestiti dai consorzi, altri dalle Comunità montane o dalle Associazioni dei
comuni, altri non gestiti affatto; con regole di partecipazione e di contribuzione differenti tra un’area e l’altra.
Chiediamo che la Regione Toscana – conclude Pascucci – scelga una volta per tutte come gestire in tutto il territorio regionale in maniera omogenea l’attività di bonifica, prevedendo nel
provvedimento legislativo in fase di definizione un percorso di riorganizzazione che non può limitarsi alla sola riduzione del numero dei Consorzi di bonifica”.
Nel dettaglio illustra le richieste della Cia Toscana, Marco Failoni della presidenza regionale: “In primo luogo occorre che la legge definisca alcune scelte di fondo, relative
all’attività di bonifica, valide per tutto il territorio: diritti di partecipazione dei contribuenti, omogeneità dei criteri di contribuzione e modalità di gestione
dell’attività di bonifica.
Quindi, va definito il principio ed un percorso di progressiva riduzione degli Enti di bonifica su base territoriale, che coinvolga sia i Consorzi che le Comunità Montane. Inoltre,
è necessaria una semplificazione e riduzione degli organi di gestione degli Enti di bonifica.
Infine – aggiunge Failoni – occorre che la legge riconosca le peculiarità del rapporto tra agricoltura e attività di bonifica, sia in termini di rappresentanza che di ruolo attivo
delle imprese agricole nell’azione di manutenzione del territorio”.
Per la Cia Toscana il tema delle bonifiche ha una rilevanza anche sul piano politico e culturale: “La nostra preoccupazione – dice il presidente Pascucci – è che si percorra ancora una
volta la strada del navigare a vista, del piccolo aggiustamento fatto per tacitare le polemiche, senza mai definire una strategia chiara e decisioni ad essa conseguenti. E’ ora di mettere fine
a quindici anni di dibattito sterile – conclude – operando scelte nette e, a partire da queste, impostando programmi ed azioni coerenti in grado di garantire sicurezza del territorio e gestione
razionale dell’acqua”.





