Eczema infantile: No al cibo come capro espiatorio

Eczema infantile: No al cibo come capro espiatorio

By Redazione

Il bambino inizia a stare poco bene ed in breve tempo si ricopre d’eczema.

I genitori disperati eliminano dalla sua dieta questo o quel cibo, ritenendo l’alimento (o gli alimenti) causa del malessere.

E’ una storia che si ripete spesso e spesso provoca più danni che benefici. A dirlo, gli esperti del German Institute for Quality and Efficiency in
Health Care
che sottolineano come, non sempre dietro all’eczema c’è un problema d’intolleranza al cibo: le cure fai da te, perciò, possono non risolvere il problema
aggiungendone un altro, in quanto escludere qualcosa dalla dieta di un infante in fase di accrescimento è potenzialmente molto dannoso.

 

A riguardo, il direttore del German Institute non usa mezzi termini: “Le ricerche scientifiche hanno dimostrato che eliminare certi alimenti dalla dieta
serve solo se c’è la prova che i bimbi siano allergici a quei cibi: il fai da te è pericoloso, le diete di esclusione vanno intraprese solo dopo aver condotto assieme al proprio
medico tutti i test necessari a individuare l’alimento allergenico”

 

Il nocciolo della questione, spiega Antonella Muraro (responsabile del Centro di Riferimento Regionale per lo Studio e la Cura delle Allergie e delle
Intolleranze alimentari del Dipartimento di Pediatria dell’Università di Padova e chairman della Sezione di Pediatria dell’European Academy of Allergology and Clinical Immunology),
è nella natura dell’eczema. Tale irritazione è un problema multifattoriale, che può essere causata da inalazione, da contatto o anche da alimenti.

A questo proposito, la prassi medica ammette che quanto più il bimbo è piccolo (al di sotto dei 2 anni) e quanto più è grave e cronico l’eczema (non risponde
cioè alle normali terapie), tanto più è opportuno sospettare un’origine alimentare; circa il 30-40 per cento dei bimbi di tutte le età con eczema moderato-grave deve
essere prima o poi indagato per l’allergia alimentare.

 

Il passaggio cruciale è però la parola “indagare”: prima di scatenare cacce alle streghe della tavola, è obbligatorio seguire l’iter diagnostico che prevede test
allergologici e test di provocazione allergica, preferibilmente in centri specializzati.

Ancora la dottoressa Muraro ricorda ai genitori: “Se non si fa una corretta terapia per l’eczema cutaneo si può andare avanti ad acqua fresca, ma
i sintomi continueranno a esserci; si possono continuare a togliere cibi su cibi, ma se non si usano le pomate adeguate arrossamento e prurito resteranno tali e quali – spiega Muraro -. La
malattia dipende da vari fattori, e ciò significa che eliminare eventuali alimenti a cui si è risultati allergici può ridurre il problema del 50 per cento, ma non lo azzera
del tutto perché restano comunque altre componenti: il resto lo fa la terapia”.

 

Matteo Clerici

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