Italia, crescono i vegetariani

Italia, crescono i vegetariani

By Redazione

 

Né carne né pesce. Molte persone arrivano a diventare vegetariani, e per le ragioni più variegate.

Alcuni, specialmente i più giovani, lo fanno per simpatia verso gli animali, impressionati dai video, posti su Youtube o portali
simili, che documentano la macellazione con brutale franchezza.

Altri sono spinti da un generale spirito animalista, magari invogliati da qualche esempio famoso, come l’ex Beatle Paul
McCartney; altri ancora per motivi di salute, volendo evitare problemi legati al consumo di carne o, se meno giovani, dovendo combattere i danni ad una cattiva nutrizione, come
colesterolo o pressione troppo alta.

Va anche ricordato che sotto il grande ombrello del termine vegetariano, spesso usato impropriamente, convergono molteplici filosofie
alimentari.  I vegetariani “classici” non mangiano né carne né pesce ma consumano latte e uova, mentre i vegani rifiutano anche questi
ultimi, spingendo il loro ripudio dei prodotti animali fino ad escludere anche beni non alimentari, come pelli o cuoio; i crudisti si nutrono solo di vegetali crudi, ed i fruttisti, con
frutta e semi.

A fronte dei vari motivi e dei diversi indirizzi, una sola cosa emerge: il numero dei vegetariani è in costante aumento. In
Italia, secondo l’Eurispes, i vegetariani globalmente intesi sono oltre sei milioni, per lo più donne, istruite e residenti al Centro-Nord; per l’Unione vegetariana
Europea, il Belpaese detiene il record percentuale (10%) seguito dalla Germania (9%).

Nonostante tale grande diffusione, le opinioni del mondo scientifico riguardo a tale scelta alimentari sono ancora discordanti. Per
Luciana Baroni, medico all’ospedale Villa Salus di Mestre-Venezia e presidente della Società scientifica di nutrizione vegetariana, non esiste nessun pericolo concreto legato a
tale tipo di alimentazione. Di parere diverso Andrea Ghiselli, ricercatore all’Inran, l’Istituto italiano per la ricerca e la nutrizione, ed esperto di un forum sulla nutrizione del
Corriere Online che avverte, specialmente gli adolescenti “i maschi in particolare rischiano carenze soprattutto di calcio, le femmine di ferro. Se la dieta è vegetariana ma
include prodotti animali ed è variata non ci sono particolari pericoli. Ma un vegano non può fare di testa sua: se decide di esserlo è bene che pianifichi la sua dieta
con un nutrizionista.” Le linee guida dell’American Dietetic Association affermano che le diete vegetariane e vegane sono
appropriate per tutti i periodi della vita, comprese l’infanzia e l’adolescenza, a patto che siano well balanced e che eventuali deficit di vitamina B12, cui vanno incontro soprattutto
i vegani, siano prevenuti con supplementi vitaminici; mentre Michele Carruba, direttore del Centro studi e ricerche sull’obesità all’Università di Milano, ritiene il
vegetarianismo accettabile se accompagnato da una buona conoscenza degli alimenti in quanto “L’importante è mescolare e combinare i cibi il più possibile». Al
contrario, l’Istituto della nutrizione francese sottolinea come una serie di studi epidemiologici abbia dimostrato come i
vegetariani siano meno soggetti a ipertensioni arteriosa e a problemi cardiaci e abbiano minori rischi di obesità e di diabete di tipo 2.

 Data tale disparità di vedute, non sorprende come verso la filosofia vegetariana si dimostri ancora
cautela e sospetto. Sostiene appunto la dottoressa Baroni: ”C’è infatti ancora un po’ di diffidenza nei confronti dei vegetariani. Per esempio: quando un esperto di
alimentazione vegetariana viene invitato a un talk show si invoca la par condicio: ci vuole anche chi parla bene della carne.

Per combattere ogni pregiudizio ed affermare la serietà della propria scelta,i seguaci della dieta verde si sono organizzati nel
Veggie Pride, il giorno dell’orgoglio vegetariano. L’anno scorso la manifestazione si era tenuta a Roma; quest’anno è il turno di Milano, in contemporanea con il
nono Veggie pride francese a Lione.


Matteo Clerici per Newsfood.com

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