Fatuzzo (Partito Pensionati): dal Governo iniziative serie per arginare il disagio sociale
18 Novembre 2008
Il Governo deve prendere atto della situazione gravissima che sta vivendo il nostro Paese – ha dichiarato il Segretario Nazionale del Partito Pensionati, Carlo Fatuzzo – e
che vede milioni di italiani impegnati nella lotta quotidiana per la sopravvivenza, a causa delle ristrettezze economiche.
L’Istat ha fotografato una situazione preoccupantissima, con oltre il 19% degli italiani che possono essere considerati relativamente poveri o poveri assoluti, una situazione che
si aggrava ogni giorno di più – ha proseguito Fatuzzo – a causa dello stillicidio di licenziamenti, conseguente alla chiusura di attività produttive.
Il nostro Paese ha fatto poco, in passato, per contrastare questo fenomeno, e non fa praticamente nulla oggi, come se questa situazione possa essere nascosta sotto il tappeto. Il
problema sociale sta esplodendo in tutta la sua drammaticità – ha continuato il leader del Partito Pensionati – e sono soprattutto i pensionati, le coppie con
più figli, i disoccupati, le famiglie con disabili, gli anziani non autosufficienti, gli inoccupati e i lavoratori atipici a veder crescere le loro difficoltà quotidiane.
Le Istituzioni non riescono a dare risposte concrete ai bisogni di aiuto di questi cittadini – ha sottolineato Fatuzzo – i Comuni non riescono più a far fronte alla
crescente richiesta di pagamento di bollette, di affitti e per le necessità quotidiane. Non si può certamente delegare in toto alla Caritas, o altri enti benefici, la
risposta ai problemi sociali, ma devono essere date risposte strutturali a sostegno dei troppi poveri che stanno caratterizzando questo momento della vita del nostro Paese.
Il dato più preoccupante e grave è rappresentato anche dalle difficoltà dell’ex ceto medio – ha rimarcato Fatuzzo – che sta scivolando verso la
povertà, è grave che il nostro Paese spenda per le politiche di inclusione sociale solo lo 0,1% del PIL, dopo di noi solo l’Estonia, ma siamo superati non solo dalla
Grecia, dalla Germania, dalla Spagna ma anche dalla Lettonia, dalla Lituania e dal Portogallo.
Paesi come la Danimarca e la Gran Bretagna investono per l’inclusione sociale l’1,7% del PIL e certamente l’Italia, che per tantissime cose, anche a sproposito,
è esterofila, dovrebbe prendere esempio proprio da questi Paesi che hanno compreso che il sostegno ai cittadini più deboli ed in difficoltà deve essere uno dei
primi doveri dello Stato. La risposta a questa situazione non può essere certamente la social card – ha concluso Fatuzzo – di scarsa consistenza, farraginosa e per
pochi, ma l’immediato aumento di pensioni drammaticamente basse, degli assegni di invalidità e degli aiuti ai nuclei familiari dove sono presenti bambini, anziani e
disabili.





