Il 74% della tredicesima se ne va in tasse, bolli, canoni, mutui e pagamento rate

Il 74% della tredicesima se ne va in tasse, bolli, canoni, mutui e pagamento rate

 

Tra circa un mese saranno pagate le tredicesime, che ammontano quest’anno a 34,3 miliardi di euro ( 0,9 miliardi rispetto al 2007), così ripartite: 10,1 miliardi ai
pensionati; 8,90 miliardi ai lavoratori pubblici; 15,30 ai dipendenti privati (agricoltura,industria e terziario). Ma dopo un anno durissimo di rincari,aumenti e ritocchini che hanno
falcidiato i redditi delle famiglie costrette ad indebitarsi per sopravvivere, con una perdita del potere di acquisto del 6 per cento e con rincari, negli ultimi 12 mesi, pari a 1.876
euro, resterà poco per festeggiare. Sarà un Natale durissimo, dopo la crisi dei sub-prime, le convulsioni finanziarie derivanti dallo scoppio della bolla dei derivati,il
fallimento di alcune banche ed il salvataggio di altre, l’aumento delle rate sui mutui a tasso variabile legati al cartello euribor, sottoscritti da 3,2 milioni di famiglie, la
crescita dei pignoramenti con tassi del 23% a conferma di gravissimi disagi sociali, i rincari di beni alimentari e prezzi delle benzine.

Tredicesima più che falcidiata quindi sotto l’albero di Natale,per far fronte ad aumenti infiniti iniziati a gennaio 2008 con le tariffe autostradali,luce, gas, benzina,
bolli,tasse,tarsu ed altri ordinari balzelli. A fine anno, oltre alla busta paga più pesante, arrivano infatti anche le consuete scadenze fiscali, quali tasse (con
l’unica novità positiva rappresentata dall’abrogazione totale dell’ICI), bolli, rate e canoni, che durante il mese di dicembre i contribuenti sono chiamati
a versare. Con il risultato di ridurre del 74,1 per cento l’attesa gratifica natalizia. Nel rincorrersi dei pagamenti da effettuare entro il 31 dicembre, dei 34,3 miliardi di euro
di tredicesime pagate quest’anno, soltanto il 25,4 per cento, ossia 8,9 miliardi di euro,poco più di un quarto del monte tredicesime resterà realmente nelle tasche
di lavoratori e pensionati. 

Il 53,4 % del totale (18,3 mld di euro) verrà infatti speso per pagare tasse, imposte, bolli, mutui e assicurazioni. Nel consueto appuntamento che fa i conti (da 17 anni) nelle
tasche degli italiani, Adusbef prevede un Natale nerissimo sul fronte dei consumi,destinati a calare del 7,9% perché almeno 3 famiglie su quattro taglieranno le spese per
l’incerta situazione economica. A “bruciare” un’ ampia fetta delle tredicesime saranno bollette,ratei e prestiti per un valore di 9,0 miliardi (ben il 26,2% del
monte totale). La RC Auto, le cui solenni promesse riduzioni tariffarie dell’Ania,a fronte di una riduzione dei sinistri,è rimasta lettera morta, mangerà 4,7
miliardi di euro,il 14% delle tredicesime, mentre 6,3 miliardi di euro, serviranno per pagare le rate dei mutui per la casa sui quali incombe un pesante rischio di insolvenza per circa
1,9 milioni di famiglie. Il salasso non è però ancora finito qui: 3,5 miliardi di euro se ne andranno per pagare le tasse di auto e moto il 10,8 %,mentre 1,5 miliardi
(4,7 %) spariranno per il canone Rai.

La tredicesima per la maggior parte delle famiglie è già stata pesantemente ipotecata non solo per pagare tasse, ratei e bollette delle utenze domestiche
(Enel,Telecom,Gas,ecc.), ma un ulteriore 26,2 per cento, pari a 9 miliardi di euro (700 milioni in più del 2007), servirà per pagare i prestiti contratti con banche,
finanziarie,parenti, amici e/o conoscenti per sopravvivere,dato che stipendi, salari e pensioni non bastano più per far quadrare i bilanci famigliari. Per scopi più
piacevoli restano 8,9 miliardi di euro, il 25,4 % del monte tredicesime, che potranno essere utilizzati per cenone, regali (spesso ai più piccoli),qualche viaggio, qualcosa da
mettere da parte per future esigenze: una miseria, che non servirà a rilanciare i consumi, né ad alleviare le preoccupazioni di famiglie sempre più impoverite da
rincari selvaggi e da un futuro sempre più incerto. 

Adusbef, che stigmatizza politiche economiche del Governo,che ha trovato ingenti risorse per “decreti salva-banche” senza trovare i mezzi necessari per un urgente decreto
“salva-famiglie”,torna a chiedere un bonus fiscale di 1.500 euro per le famiglie i cui redditi sono sotto i 25.000 euro, non vede ottimismo nell’attuale congiuntura
economica che, anzi, sconterà una crisi ancor più profonda dei consumi legata sia ai riflessi dei mutui sub-prime ed alla restrizione del credito,che alle minori
disponibilità finanziarie delle famiglie, costrette ad indebitarsi anche per acquistare i beni essenziali come pane e pasta,e perfino i libri a rate, per mandare i figli a
scuola.

Monte tredicesime 2008 in miliardi euro
– Pensionati: 10,10
– Lavoratori pubblici: 8,90
– Dipendenti privati: 15.30
Totale tredicesime: 34,30

Come verranno spese le tredicesime 2007 in miliardi di euro
(Percentuale su monte tredicesime) Stime Adusbef (17 ° rapporto) su dati ufficiali

RCAuto

4,8

14,00 %

Prestiti / Ratei

1,9

5,50%

Canone Rai

1,6

4,70 %

Mutui casa

6,3

18,40 %

Bolli auto/moto

3,7

10,80 %

Bollette Utenze

7,1

20,70%

TOTALE SPESO

24,4

74,10 %

RIMANENZA

8,9

25,90%

 

Famiglie sempre più indebitate.
L’allarme indebitamento di Bankitalia non riguarda solo il bilancio statale, ma anche l’economia domestica. La propensione delle famiglie italiane a ricorrere all’indebitamento,
è quasi raddoppiata in dieci anni. “Nell’ultimo decennio – scrive Bankitalia – i debiti delle famiglie italiane sono cresciuti a un ritmo elevato, superando il 30% del Pil nel
primo trimestre 2008 (erano il 18% nel 1996)”. 

Nel 2^ trimestre dell’anno l’indebitamento delle famiglie è cresciuto a un ritmo ancora elevato, passando dai 493,395 miliardi del 2006 ai 537,829 del 2007, con una
crescita del 9 per cento. Secondo stime di Bankitalia il costo affrontato dalle famiglie per il “servizio del debito” (pagamento degli interessi ed il rimborso delle quote
di capitale) è passato dal 6,55 per cento del 2005, al 7 per cento del 2006.

Le attività delle famiglie sono diminuite dai 3.764,632 miliardi del secondo trimestre 2007 ai 3.500,542 dello stesso periodo del 2008, con un decremento del 7,02 per cento. In
particolare, il valore di azioni, partecipazioni e fondi comuni è passato dai 1.394,965 miliardi del 2° trimestre 2007 ai 1.005,455 dello stesso periodo del 2008, con un
decremento del 28 per cento.

Crescono i pignoramenti e le esecuzioni immobiliari
Secondo le stime, le procedure immobiliari o pignoramenti sarebbero pari al 2,7 % del totale dei mutui, quindi a circa 130.000 su 3,5 milioni del totale, perchè‚ la maggior
parte di essi è stato erogato a tasso variabile e risente del rialzo dei tassi della Bce e del cartello bancario europeo che fissa i tassi euribor ai quali sono indicizzati le
rate, quando negli anni 2003-2004 i tassi di interesse erano arrivati ai minimi storici e tutti gli indicatori stimavano un loro incremento. 

Gli aumenti maggiori di pignoramenti si registrano a Milano ( 378), Roma ( 354); Napoli ( 353); Bari ( 349); Torino ( 322) ; Verona ( 267); Lecce ( 261); mentre L’Aquila,
pur avendo una percentuale del 33%, registra un aumento di pignoramenti pari a 32. E tale situazione di insolvenza è destinata ad aumentare e ad allargarsi ulteriormente nei
prossimi mesi, in assenza di interventi tesi a rinegoziare i mutui senza oneri con allungamento vita residua o provvidenze sugli interessi a favore delle famiglie più
deboli. 

Poiché sono frottole le lungaggini dei 7 anni raccontate dall’Abi per le esecuzioni immobiliari, dato che con la nuova legge fallimentare,in vigore nel 2004, le banche
mandano le case all’asta con procedure massime di 3 anni (stanno maturando le procedure iniziate nel 2005), Adusbef, che ha stimato un ulteriore boom di pignoramenti ed esecuzioni
nel 2008, da un minimo di un 16% a Bologna e Cagliari, fino al  39% di Bari,con aumenti di pignoramenti pari ad un 21% a Milano; 22 a Roma e Padova; 28% a Monza e
Pinerolo; 24 a Como e Perugia; 25% a Napoli, con una media del 22,3%, chiede che il Governo intervenga evitando che migliaia di famiglie in temporanee difficoltà economiche,
anche per precise responsabilità delle stesse banche verso le quali il Governo ha approvato provvidenze,possano trovarsi in mezzo ad una strada.

Adusbef infine,data la grave congiuntura economica,la recessione e l’aumento dei pignoramenti, chiede al Governo un provvedimento urgente di moratoria sui mutui di almeno 24 mesi,
per salvare migliaia di famiglie che hanno fatto grandi sacrifici per acquistare la prima casa, che senza interventi precisi, rischiano di andare all’asta.

 

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