Muraro a Berlusconi: “Rivedere il Patto di Stabilità”

By Redazione

“Se il Governo non rivedrà con urgenze e tempestività i criteri attuali del patto di stabilità, quantomeno per le opere già appaltate, l’economia
nazionale corre grossi rischi”. Questo l’appello del presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, al presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi.

“Ho scritto una lettera direttamente al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi – continua Muraro – rendendomi portavoce dei problemi e delle paure di un territorio
ormai munto all’esaurimento. Tre le richieste principali:

Prima di tutto, rivedere i criteri del Patto di Stabilità (definito nel lontano 1998), perché questa situazione vede gli Enti Locali impossibilitati a pagare lo stato di
avanzamento dei lavori già appaltati e in fase di esecuzione (e solo a Treviso siamo già impegnati per 180milioni di euro). Se non paghiamo gli avanzamenti dei lavori, le
imprese interessate, che sono del territorio, saranno costrette a mettere in cassa integrazione i loro lavoratori con una forte ricaduta sui costi sociali, perché non tutti
beneficeranno di casse integrazioni straordinarie come Alitalia. Ci sono in gioco gli imprenditori e i lavoratori che hanno fatto volare l’economia del nostro paese e non meritano
di essere lasciati a terra. Lo Stato, di conseguenza, vedrà la diminuzione delle entrate da reddito fisso (irpef, ires, irap) e calerà l’iva sui materiali. Questo
significa incrementare la recessione e non aiutare ad invertire la tendenza in atto. Chiedo allora con la massima urgenza che il Governo allenti la morsa troppo stretta del patto di
stabilità che blocca i pagamenti degli Enti Locali, almeno per i cantieri già aperti e i lavori già appaltati, in modo tale da consentire di rispettare contratti
già firmati.

Secondo punto: le imprese stanno aspettando il decreto ministeriale che permetta agli enti pubblici di rivedere gli appalti già assegnati nel 2007, in special modo i costi dei
materiali primi pagati ad un prezzo, incrementato quasi del 100% nel giro di un solo anno. Infatti, ferro e acciaio nel 2008 hanno subito aumenti vertiginosi e questo ha causato un
‘doping’ finanziario nel mondo degli appalti pubblici che non era mai accaduto in passato. Quindi capisco le aziende ed è giusto ricontrattare l’appalto in base
al valore reale del mercato.

Infine, terzo punto non meno importante: pochi giorni fa Bce ha diminuito il costo del denaro, ora di poco sopra al 3%. Chiedo allora che il Governo spinga le banche a dare un apporto
concreto allo sviluppo dei territori, diminuendo il costo del denaro nei finanziamenti.

Mi permetto infine un suggerimento – chiude Muraro – E cioè quello di ottenere il massimo dai fondi europei, in modo da aiutare le piccole e medie imprese. Rivediamo
alcuni meccanismi fiscali per defiscalizzare gli interessi passivi che pagano le imprese, rivediamo le normative di Basilea che hanno compresso il credito alle imprese e vigiliamo
affinché le banche, che tanto hanno guadagnato e che stanno beneficiando degli aiuti delle Banche Centrali e degli Stati, aprano i rubinetti in favore di famiglie e imprese,
abbassando i tassi specie sui Mutui Prima Casa, magari praticando e riducendo in generale costi e commissioni. Questa è l’unica spinta per aiutare la gente!”.

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