Lucania: Scelte chiare sul petrolio

By Redazione

L’infruttuosità dell’incontro che si è svolto al Ministero dello Sviluppo Economico per discutere sulle concessioni di nuove perforazioni petrolifere
nell’area del Marmo Melandro ripropone con forza la necessità di ripensare profondamente le modalità di sfruttamento delle risorse territoriali e di rivedere le
stesse scelte strategiche finora adottate in materia di estrazioni petrolifere.

Per il Movimento Lucania Viva non sono più sostenibili, né tollerabili, gli atteggiamenti e il modo di fare della Regione e delle Amministrazioni pubbliche lucane che
continuano a guardare allo sfruttamento del petrolio esclusivamente per rimpinguare le proprie casse e non per dare risposte concrete alle aspettative di sviluppo delle realtà
locali.

L’esigenza di imprimere una decisa svolta all’intera questione del petrolio in Basilicata viene espressa dal consigliere provinciale di Lucania Viva, Nicola Manfredelli, che
ha partecipato, per interessamento del sottosegretario dell’Mpa, On. Enzo Scotti, alla riunione di Roma tra il Ministero, i Sindaci ed i responsabili della società Italmin
Exploration, titolare della concessione per effettuare la ricerca petrolifera e le perforazioni nel territorio compreso tra i comuni di Balvano, Baragiano, Bella, Muro Lucano,
Castelgrande, Pescopagano e San Fele.

Occorre la chiarezza necessaria, a parere di Manfredelli, affinchè tutti i cittadini lucani possano capire, una buona volta, se effettivamente attraverso queste risorse si
possono raggiungere importanti obiettivi di sviluppo oppure se si deve continuare ad assistere al solito spettacolo della nostra ricchezza che se ne va fuori senza nessun beneficio per
la popolazione, grazie alle connivenze ed alla superficialità con cui vengono gestite queste situazioni.

Il problema non è tanto, petrolio si o petrolio no, ma piuttosto, a quali condizioni e per quali progetti deve servire l’estrazione del cosiddetto oro nero, che per quanto
appreso nella riunione presso il Ministero, dovrebbe essere ben presente anche nella zona del Marmo Melandro dove, tuttavia, a seguito degli ultimi orientamenti regionali sembra proprio
esser stato fatto tanto rumore per nulla.

La Regione Basilicata, infatti, che senza giustificazione alcuna non si è presentata alla riunione di Roma, ha praticamente annullato l’autorizzazione concessa nel dicembre
del 2004 alla società Italmin, comunicando via fax che la concessione per le ricerche e le perforazioni nel territorio individuato aveva una validità soltanto di due anni.
Il tutto senza sentire mai le amministrazioni e le popolazioni locali.

Ancora una volta si evidenzia, secondo Lucania Viva, un comportamento incomprensibile e schizofrenico da parte della Regione Basilicata che fa sorgere il dubbio di voler nascondere
altri inconfessabili propositi, forse legati al fatto che nella stessa zona si è deciso di autorizzare le attività di ricerca anche ad altre società petrolifere
oramai sempre più padrone di casa nella nostra regione.

Di sicuro in questo modo, conclude Manfredelli, il petrolio rischia di diventare una maledizione per la popolazione lucana, piuttosto che una occasione di crescita e di sviluppo per
l’intera Basilicata.

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD