Matrimoni simulati per ottenere permessi di soggiorno

By Redazione

Firenze – A Terni la polizia ha individuato gruppi di persone che organizzavano matrimoni di comodo con immigrati clandestini tunisini, per ogni matrimonio gli extracomunitari pagavano
fino a 6000 euro, in cambio ottenevano il permesso di soggiorno.

A Milano, dietro segnalazione di un consigliere comunale che conferma i casi irregolari già denunciati dall’assessore ai servizi civici alla Procura della Repubblica, c’e’ il forte
sospetto che molti matrimoni celebrati tra rumene e maghrebini siano fittizi, sempre per ottenere illegalmente permessi di soggiorno.

Oltre ad elogiare gli inquirenti per i buoni risultati che hanno ottenuto a Terni, purtroppo però non sono sufficienti ad eliminare un grave problema italiano: la massiva immigrazione
clandestina. I racket vanno sgominati non solo con azioni di polizia, ma più in profondità, più alla radice. E la radice del problema e’ l’inadeguatezza della normativa
italiana sull’immigrazione che ad oggi rende di fatto quasi impossibile entrare regolarmente in Italia e lavorare. Non ci sorprende allora che il racket si insinui in quegli unici
«spazi» normativi che consentono una legittima permanenza.

Fintanto che non si riformerà il sistema dei flussi numerici di ingresso, rendendoli continui e non saltuari e impraticabili come oggi, difficilmente potrà lo Stato, con i soli
mezzi repressivi «a posteriori», eliminare un fenomeno di criminalità organizzata che prende le mosse proprio dai fallimenti delle politiche migratorie.

Claudia Moretti, Emmanuela Bertucci
Responsabili Aduc-Immigrazione

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD