I risultati del Convegno «Le nuove frontiere per il Bio»

By Redazione

Il 16 aprile si è tenuto a Roma il convegno «Le nuove frontiere per il bio – tavola rotonda su avanzamento delle conoscenze e agricoltura biologica», organizzato dal
Dipartimento agroalimentare del CNR (vedi SUOLO E SALUTE NEWS N° 11/2008), ne è emerso che, nonostante il quadro incoraggiante delineato dai dati, gli investimenti nella ricerca sono
ancora carenti.

L’Italia è al primo posto in Europa per superficie a biologico e al secondo nel mondo per aziende nel settore. I pasti biologici crescono nelle mense aziendali e nelle scuole. «La
ricerca scientifica nel settore, però, assorbe una quota ancora molto bassa delle risorse destinate alla ricerca in campo agricolo e agroalimentare, mettendo a rischio il trend
positivo», avverte Mauro Gamboni del Dipartimento agroalimentare. «E’ invece necessario rendere più competitivi imprese e prodotti biologici, innalzando il livello delle
conoscenze, sostenendo una più mirata ricerca a carattere interdisciplinare e incoraggiando le innovazioni tecnologiche. Per tale ragione, ci stiamo adoperando nel promuovere
collaborazioni tra mondo della ricerca e produttori». Le attività presentate dal CNR nell’ambito del convegno hanno coinvolto diversi Istituti.

L’Istituto di cristallografia (Ic-Cnr) sta sperimentando i nuovi biosensori applicabili per il monitoraggio dell’inquinamento ambientale, la valutazione della qualità dei cibi, la
valorizzazione di produzioni tipiche e l’individuazione di OGM. Soluzioni sostenibili nella lotta contro i parassiti arrivano dall’Istituto per la protezione delle piante (Ipp-Cnr), che ha
realizzato un formulato contro i nematodi somministrabile in campo attraverso le acque d’irrigazione. Sul fronte della conservazione di frutta e ortaggi si fa strada la termoterapia
sperimentata dall’Istituto di scienza delle produzioni alimentari (Ispa-Cnr) sugli agrumi di Acireale. Infine, nell’ottica di salvaguardare e valorizzare le tipicità italiane, l’Istituto
di genetica vegetale (Igv-Cnr), all’interno del progetto «Olviva», sta collaborando alla caratterizzazione molecolare, morfologica e sanitaria delle varietà più
importanti di olivo della Sicilia.

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