L'Unione respinge l'attacco di Dini al Governo Prodi

By Redazione

Romano Prodi non è preoccupato della sortita di Lamberto Dini («il governo non ha più una maggioranza al Senato») e oggi, nella consueta conferenza stampa di fine
anno, delineerà l’agenda del governo per il 2008, una strategia, quella del premier, che mette in prima fila la questione dei salari e del potere d’acquisto, la riforma della Pubblica
Amministrazione, la ricerca e l’innovazione per sostenere la crescita.

Un piano di rilancio del paese, che nelle parole di ieri di Lamberto Dini, assomiglia a una «mossa disperata» che certifica che «in Senato il governo non ha più la
maggioranza». Un attacco frontale a palazzo Chigi, quello del senatore dei Liberal democratici, che è stato duramente criticato da tutta la maggioranza. «Si dimetta dal
Senato», ha incalzato il capogruppo alla Camera del Pd, Antonello Soro. I leader dei partiti di governo, poi, in coro hanno rifiutato ogni ipotesi di governo istituzionale: se cade Prodi
– dicono – si torna alle urne. E intanto, in Senato una stampella per la maggioranza potrebbe arrivare dai ricorsi presentati su un totale di nove seggi contesi. La decisione è attesa
per gennaio.

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