I finanziamenti per le aree protette pugliesi

By Redazione

Puglia – Più volte nella dinamica istituzionale o fra i cittadini ci si chiede se i Parchi e le aree protette della Puglia hanno sufficienti finanziamenti per poter non solo
tutelare l’habitat ma anche svolgere le proprie potenzialità nella valorizzazione del territorio.

L’Assessorato all’Ecologia è in grado di tranquillizzare i pugliesi e di fornire i numeri giusti a conferma dell’attenzione della Regione verso la problematica. Ecco qualche dato… 1.
1.185.000 euro complessivi disposti a finanziamento delle aree SIC per i Comuni di Accadia-Deliceto, della Murgia dei Trulli, della Terra delle Gravine, del Bosco Difesa Grande di Gravina,
della Montagna spaccata e delle zone umide della Capitanata nel periodo 2000-2006.
2. 9.500.000 euro stanziati a favore delle Amministrazioni Provinciali negli anni 2005-2007 e finalizzati esclusivamente al sostegno delle aree protette, così ripartite: Provincia di
Bari 2.470.000 euro, Provincia di Brindisi 1.104.000 euro, Provincia di Foggia 2.489.000 euro, Provincia di Lecce 1.546.000 euro, Provincia di Taranto 1.889.000 euro.
3. 1.841.000 euro a favore degli Enti di Gestione dei parchi, definitivi o provvisori, per gli anni 2005-2007 per complessivi 18 fra parchi e riserve naturali gestiti dai Comuni di Brindisi,
Manduria, Lecce, Martina Franca, Taranto, Nardò, Porto Cesareo, Foggia, Conversano, Gallipoli, Ugento e dalla Provincia di Taranto.
4. 1.300.000 euro rivenienti dal CIPE e relativi alla rete ecologica e biodiversità (linea 2) finalizzati in parte alle riserve naturali del tarantino e in altra parte al Parco Nazionale
dell’Alta Murgia e a quello Regionale della Terra delle Gravine, in corso di distribuzione.
5. 7.200.000 euro distribuiti negli anni 2002-2003 come fondi europei destinati alla conservazione e recupero del patrimonio naturale regionale quale i cordoni dunali, la fauna, le zone umide,
le faggete, ecc.
6. 5.150.000 euro per 19 progetti attivati nel 2002-2003 ed oggi in fase di conclusione (linea 3) che prevedono anche il recupero di immobili di rilevanza storica oltre che centri visita e reti
di sentieri.
Come si vede, benché sia possibile ed utile fare di più, nelle condizioni date le aree protette possono svolgere anche una funzione propulsiva sulla base dei finanziamenti
ricevuti.

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