Assetto territoriale di Conco
5 Dicembre 2007
Veneto, 4 Dicembre 2007 – L’Assessore regionale all’Urbanistica e Politiche del Territorio, Renzo Marangon, il Sindaco del Comune di Conco (Vicenza), Roberto Trotto e il delegato della
Provincia di Vicenza, l’architetto Roberto Josè Bavaresco, hanno sottoscritto a Venezia un Accordo di Pianificazione Concertata che porterà entro febbraio 2009 all’adozione del
Piano di Assetto Territoriale (PAT, ex PRG), del Comune vicentino.
Con una filosofia che da un lato mira ad una trasformazione urbanistica funzionalmente equilibrata e policentrica, dall’altro ad uno sviluppo adeguato a soddisfare le esigenze socio economiche
del presente senza compromettere la conservazione e l’utilizzo futuro delle risorse del territorio, il PAT si propone principalmente tre obiettivi: la salvaguardia delle qualità
ambientali, culturali ed insediative del territorio, la tutela delle indentità storico-culturali e la qualità e differenziazione dei paesaggi urbani ed extraurbani, la prevenzione
e riduzione dei rischi connessi all’uso del territorio e delle sue risorse.
Previsto anche un preciso iter temporale del procedimento: entro febbraio 2008 il Comune completerà la fase della concertazione con la cittadinanza e redigerà il primo rapporto
sul quadro conoscitivo; entro agosto 2008 verranno redatti gli elaborati definitivi che costituiranno il PAT e il Consiglio comunale adotterà formalmente il documento, che entro novembre
2008 sarà approvato anche dalla Conferenza di Servizi tra Regione, Provincia e Comune. Infine entro 2 mesi successivi avverrà la ratifica da parte della Giunta regionale.
«Anche Conco, come ormai gran parte dei Comuni veneti – ha sottolineato con soddisfazione l’Assessore Marangon – ha concretamente avviato il cammino di applicazione della nuova specifica
legge regionale e lo ha fatto nella più ampia eccezione della copianificazione, con il coinvolgimento della Provincia di Padova. Si tratta di una novità di grande rilievo, che
semplifica le procedure e garantisce un risultato finale di qualità sicuramente elevata. D’altra parte – ha concluso Marangon – il PAT è figlio di una grandissima partecipazione e
come tutto ciò che dipende da una grande autonomia, richiede anche una grande responsabilità, perché disegna il futuro del territorio».





