Giornata mondiale Aids: ormai è un problema di tutti
1 Dicembre 2007
Toscana, 30 Novembre 2007 – L’Aids è un problema di tutti, tutta la popolazione sessualmente attiva è coinvolta, l’età media dei malati è in crescita,
c’è una scarsa percezione del rischio, soprattutto tra i giovani, e quindi si registra un aggravamento del ritardi diagnostico: la battaglia contro l’Aids non può e non deve
concedersi soste.
E’ con questa realtà che si misura oggi anche il nostro paese ed è su questa realtà che si soffermerà il dibattito al convegno regionale «Stop Aids. Keep the
promise» che si svolge il primo dicembre a Firenze, presso l’ Istituto degli Innocenti (ore 9.15-12.30), in occasione della Giornata mondiale di lotta all’Aids e con l’obiettivo di
enfatizzare la necessità di non abbassare la guardia e di rinnovare sul territorio le azioni di sensibilizzazione e informazione. Il convegno, che vede tra gli altri la presenza degli
assessori regionali al diritto alla salute Enrico Rossi e alla cooperazione internazionale Massimo Toschi, ospiterà anche la testimonianza di Sindiwe Magona, la grande scrittrice
sudafricana, mentre la fotografa e giornalista Silvia Amodio propone sempre nella sede degli Innocenti la sua mostra «Volti positivi».
Dal 1996 il numero di nuovi casi di AIDS e la mortalità per la malattia si sono ridotti in tutto il mondo occidentale per effetto delle cure efficaci. Purtroppo però i dati
disponibili dimostrano che non è diminuita la frequenza di infezioni da HIV, e questo rappresenta uno dei fenomeni emergenti anche in Toscana, tutto da quantificare. Dall’inizio
dell’epidemia al 15 novembre 2007 si contano in Toscana 3.863 casi di AIDS diagnosticati (dei quali 380 non residenti), mentre i residenti in Toscana e diagnosticati altrove sono 205. Dal 2001
non si registrano in Toscana casi di AIDS in età pediatrica.
Negli ultimi anni l’incidenza delle nuove diagnosi di casi di AIDS si è stabilizzata attorno ai 90-100 casi l’anno, mentre risultano circa 1.200 i casi prevalenti (soggetti affetti da
AIDS e attualmente viventi) al 15 novembre 2007. Le curve dei tassi di incidenza (nuovi casi) e di prevalenza (casi esistenti) dal 1995 seguono due andamenti diversi: l’incidenza ha raggiunto,
a seguito di un trend in decrescita, una sostanziale stabilità nell’ultimo quinquennio mentre la prevalenza è caratterizzata da una crescita continua legata soprattutto
all’aumento della sopravvivenza.
Nell’ultimo quinquennio ben il 74% dei casi di AIDS ha contratto l’infezione da HIV per via sessuale. Mentre in passato le via di infezione omosessuale e della tossicodipendenza contribuivano
con la maggior parte dei casi, ormai la via di trasmissione eterosessuale ha superato per frequenza tutte le altre. Quindi l’AIDS, ma più in generale l’infezione da HIV, non conosce
categorie a particolare rischio e coinvolge tutta la popolazione sessualmente attiva.
Non si può neanche più definire una malattia dei giovani: l’età media ormai si è spostata a 46 anni tra gli uomini e 41 tra le donne.
Purtroppo si accentua il fenomeno del ritardo diagnostico: nel 2006 oltre la metà dei soggetti con nuova diagnosi di AIDS (il 53%) ha scoperto la sieropositività solo al momento
stesso della diagnosi (il 40% nel 2005 e il 50% nel 2004). Si tratta di un fenomeno particolarmente allarmante perché esprime la scarsa consapevolezza delle possibilità di
contagio soprattutto da parte degli eterosessuali.
L’andamento dell’incidenza per Azienda USL presenta differenze territoriali, con una tendenza alla diminuzione in tutte le Aziende salvo un leggero aumento a Lucca, Pistoia, Prato, Pisa, Arezzo
e Viareggio nel triennio 2004-2006. Il tasso di incidenza più basso si registra nell’Azienda USL di Siena (0,6 per 100.000 abitanti), mentre quello più elevato è segnalato
nell’Azienda USL di Viareggio con 4,9 nuovi casi ogni 100.000 abitanti.





