I giovani spagnoli concorrono per il titolo di superprecario

By Redazione

“Lo stipendio non ti basta neanche per prendere l’autobus? Ti licenziano ogni venerdì per riassumerti il lunedì? Il tuo capo non si è accorto che la giornata di lavoro dura
8 ore? Magari fossi l’unica persona, ma purtroppo è la realtà di tutta la gioventù madrilena.

Per questo i componenti dell’organizzazione Izquierda Unida hanno deciso per un giorno (ma solo per un giorno) di prendersi in giro e premiare il contratto più corto, con le peggiori
condizioni e con lo stipendio più basso.
E questo supponendo che si lavori con un contratto, che è già tanto..”
Così l’associazione giovanile del partito comunista Izquierda Unida ha lanciato il concorso che punta trovare, con un pizzico di ironia, il più precario tra tutti i precari, la
vittima della situazione lavorativa di maggior disagio.
Come dire: cerchiamo chi sta peggio tra quelli che stanno peggio.
Il concorso “Volver a empezar” (Ricominciamo) fa parte della campagna elettorale del partito Izquierda Unida, ma punta il dito contro un fenomeno preoccupante: secondo le ricerche, infatti, i
giovani spagnoli si collocano in testa alla classifica europea dei più penalizzati nella ricerca del lavoro e di quelli che hanno minori possibilità di stabilità.
E’ così la commissione, formata da sindacalisti e rappresentanti delle associazioni giovanili, si troverà davanti ad un duro compito: dovrà passare al setaccio ed
analizzare con la massima riservatezza i cv dei giovani madrileni di età compresa tra i 16 ed i 30 anni che decideranno di mettersi in lizza ed eleggere, il prossimo 15 febbraio, il
superprecario.

Che vincerà, udite udite, una copia dello Statuto dei lavoratori (ironia della sorte), un’immagine del Santo coniato per l’occasione (San Precario, “patrono della temporaneità e
martire della fine del mese”) e una serie di libri del valore di 60 euro.
Verrebbe da dire che, con le difficoltà che hanno i giovani ad arrivare a fine mese, forse il vincitore preferirebbe i 60 euro in contanti. Ma l’amore per la cultura non ha prezzo.

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