Cia di Bari: «la campagna della raccolta delle olive è in pericolo»

By Redazione

La Cia di Bari di fronte al disagio rappresentato dalle aziende agricole assuntrici di manodopera per le difficoltà rese dalla normativa in materia ha incontrato i parlamentari e i
sindaci della provincia di Bari.

Nel corso dell’incontro, al quale hanno partecipato il senatore Giovanni Procacci e l’onorevole Alba Sasso, il presidente provinciale della Cia Francesco Caruso ha detto la confederazione da
sempre ha condiviso le politiche di contrasto al lavoro irregolare ed “in nero” in agricoltura, consapevoli della necessità di dare ed applicare regole certe per garantire la leale
competitività nel settore, oltre che di salvaguardare i diritti dei lavoratori, sia pure in un momento difficile per l’economia agricola.

Il permanere di una normativa inapplicabile e farraginosa, però -ha denunciato Caruso- mette in pericolo la campagna di raccolta delle olive, mandando in fumo tutto il lavoro di un anno
degli agricoltori di un comparto che come quello olivicolo rappresenta una componente molto importante per l’economia agricola provinciale; esso impegna circa 104.000 ettari di superficie
investita (circa il 30 per cento della superficie regionale), oltre 4 milioni di giornate di lavoro autonomo e dipendente impiegate.

L’introduzione dell’obbligo della comunicazione preventiva presume di costituire un valido strumento per combattere efficacemente il fenomeno del lavoro in nero; esso invece crea serie
difficoltà alle aziende agricole che intendono assumere lavoratori per le operazioni di raccolta e colturali in generale.

Le carenze strutturali degli uffici preposti (uffici del lavoro) alla ricezione della comunicazione preventiva (sono carenti persino di apparecchi fax e molte volte non entrano in funzione
fuori dagli orari di ufficio), più volte denunciato dalla Cia, rende praticamente impossibile assumere nel fine settimana.

Il permanere di ben tre comunicazioni con tempistica diversa (ufficio del lavoro, Inail, Inps), insieme alle peculiarità delle esigenze del settore agricolo per la variabilità
climatiche e per la deperibilità dei prodotti rendono farraginoso l’adempimento e mettono a rischio le grandi campagne di raccolta.

Essa induce addirittura a ridurre i livelli occupazionali, soprattutto in concomitanza con azioni di verifica e di controllo che spesso si svolgono in maniera generalizzata e con toni e
modalità criminalizzanti e persecutorie.

Le aziende oneste sono stanche di essere inutilmente tormentate ed esposte ad inique pesanti sanzioni in caso di inadempienze formali.

La Cia di Bari consapevole della necessità di dare ed applicare regole certe per garantire la leale competitività nel settore, oltre che di salvaguardare i diritti dei lavoratori
chiede provvedimenti immediati di semplificazione nel rispetto della legalità.

La Cia provinciale propone ad esempio:

– la possibilità di una comunicazione unica telematica presso l’Inps entro un ragionevole tempo dall’assunzione;

– una particolare semplificazione per le piccole e micro imprese;

– l’urgente applicazione dei cosiddetti ticket per l’assunzione di manodopera occasionale così come previsti dalla legge Biagi ed attualmente ancora in fase di sperimentazione, dei quali
non si conoscono ancora gli esiti;

– semplificazione delle procedure e dei tempi per l’assunzione di manodopera extra comunitari;

– estensione al 5° grado dei rapporti di parentela per i quali e già consentita la collaborazione a titolo gratuito senza l’obbligo dell’assunzione;

– prevedere la possibilità di forme di collaborazione gratuita e volontaria tra aziende.

I parlamentari sono intervenuti sostenendo le tesi della confederazioni e si sono impegnati a presentare degli emendamenti alla normativa in vigore da approvare in sede di discussione della
Legge Finanziaria 2008.

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