PALAZZO ARESE – LITTA, DAI FASTI ARISTOCRATICI ALLA VENDITA ALL’ASTA
13 Settembre 2026
Palazzo Litta, più propriamente Palazzo Arese-Litta, è uno dei palazzi aristocratici più interessanti e scenografici di Milano.
Il nucleo originario del palazzo fu costruito tra il 1642 e il 1648 per volontà di Bartolomeo III Arese, uno degli uomini più potenti della Milano sotto dominio spagnolo
| A cura di ASSOEDILIZIA informa |
Milano, 13 settembre 2026
I luoghi di Milano tra storia, leggenda e attualità
PALAZZO ARESE – LITTA, DAI FASTI ARISTOCRATICI ALLA VENDITA ALL’ASTA
di Ben Sicchiero
Palazzo Litta, più propriamente Palazzo Arese-Litta, è uno dei palazzi aristocratici più interessanti e scenografici di Milano.
Il nucleo originario del palazzo fu costruito tra il 1642 e il 1648 per volontà di Bartolomeo III Arese, uno degli uomini più potenti della Milano sotto dominio spagnolo. Apparteneva a una famiglia di giuristi e funzionari e fece una straordinaria carriera politica. Nel 1660 divenne Presidente del Senato di Milano, raggiungendo I vertici dell’amministrazione cittadina.
Arese affidò il progetto a Francesco Maria Richini, il grande architetto che più di ogni altro contribuì a dare alla Milano del Seicento il suo volto barocco.

In Palazzo Litta si svolsero ricevimenti in onore di personaggi della famiglia reale spagnola e di importanti personalità europee. Il luogo godeva inoltre di un particolare diritto d’asilo, per cui al suo interno una persona non poteva essere arrestata senza il consenso del proprietario.
Alla morte di Bartolomeo Arese, nel 1674, il palazzo passò attraverso la linea femminile alla famiglia Visconti Borromeo Arese il cui capostipite, Giulio Visconti, morì nel 1750 senza eredi maschi. Le sue figlie erano sposate con esponenti della famiglia Litta e il grande edificio entrò così nella disponibilità di questa potentissima casata. Da qui deriva il nome con cui è conosciuto.

Proprio con la famiglia Litta il palazzo assume l’aspetto spettacolare che conosciamo. I Litta vollero trasformare la severa dimora seicentesca in una residenza aristocratica adeguata al nuovo gusto internazionale. Nasce così uno dei migliori esempi milanesi di barocchetto lombardo.
Tra il 1752 e il 1761 Bartolomeo Bolli realizzò la nuova facciata su corso Magenta: grandi lesene, corpo centrale più alto e aggettante, ricchissimo apparato ornamentale, balcone mistilineo, due giganteschi telamoni che sembrano sorreggere il balcone, stemma della famiglia Litta, statue di “mori” ai lati dello stemma.
Uno dei gioielli del palazzo è lo scalone d’onore a forbice, realizzato nel 1740 da Carlo Giuseppe Merlo. La denominazione deriva dalla particolare configurazione delle rampe, che si dividono scenograficamente verso i piani superiori.

Neppure Palazzo Litta sfuggì alle attenzioni dei bombardieri alleati. Proprio lo scalone fu distrutto nell’agosto 1943, ma sorprendentemente gran parte dell’edificio, delle decorazioni e degli arredi riuscì a salvarsi. Lo scalone venne ricostruito nel dopoguerra.
La Sala degli Specchi è uno degli ambienti più spettacolari. La grande sala da ballo conserva specchiere monumentali, lambris lignei intagliati e dorati, decorazioni rococò, affreschi e una grande composizione sulla volta attribuita alla bottega di Giovanni Antonio Cucchi che rappresenta l’Apoteosi di Giulio Visconti Borromeo Arese.
C’è un aspetto del palazzo che spesso viene sottovalutato.
Nel 1671 fu consacrato un oratorio gentilizio progettato da Richini e nel Settecento quello spazio venne trasformato in teatro. È nato così il Teatro Litta, che si affaccia sul cosiddetto Cortile dell’Orologio.

La presenza di un teatro all’interno di un grande palazzo aristocratico racconta bene il modo di vivere delle élite milanesi dell’epoca: la residenza non era soltanto abitazione, ma anche luogo di rappresentanza, spettacolo, musica e mondanità. La frequentarono personaggi quali Wolfgang Amadeus Mozart, Giuseppe Parini, Carlo Goldoni.
Questa è probabilmente la curiosità più famosa. Da secoli nel palazzo era conservata la celebre Madonna Litta, una Madonna con Bambino che la tradizione aveva attribuito direttamente a Leonardo da Vinci. Nel 1865 il conte Antonio Litta Visconti Arese vendette il dipinto allo zar Alessandro II di Russia. La Madonna Litta è entrata così nelle collezioni imperiali russe e oggi si trova all’Ermitage di San Pietroburgo.
Nel 1873, sempre a causa delle difficoltà finanziarie della famiglia, il palazzo fu venduto all’asta ed acquistato dalla Società Ferroviaria Alta Italia e successivamente passò alle Ferrovie Italiane. Nel 1905 entrò quindi nel patrimonio dello Stato. Dal 1996 Palazzo Litta appartiene al patrimonio indisponibile dello Stato. La porzione monumentale più importante è stata affidata al Ministero della Cultura e, dal febbraio 2025, il palazzo è in consegna alla Direzione regionale Musei nazionali Lombardia.

Oggi Il palazzo ospita il Teatro Litta e altre funzioni istituzionali, tra cui la sede della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Milano.
Non è un museo aperto quotidianamente come, per esempio, la Pinacoteca di Brera: gli ambienti monumentali sono visitabili in occasione di eventi pubblici e con prenotazione, secondo le modalità indicate dal Ministero della Cultura.
Palazzo Litta è quindi particolarmente interessante perché non è semplicemente un palazzo aristocratico: è un edificio nel quale si possono leggere quasi quattro secoli di storia milanese, dal potere spagnolo degli Arese al Settecento illuminato dei Litta, dall’età napoleonica all’industrializzazione ferroviaria, fino allo Stato italiano contemporaneo.
Si trova in corso Magenta 24. E’ raggiungibile con i mezzi pubblici Metropolitana: Linea M1 (Rossa) o Linea M2 (Verde), fermata Cadorna oppure Linea M1 (Rossa) fermata Conciliazione. Tram: Linee 16 e 19, con fermata a Corso Magenta – Via Nirone o Corso Magenta/Santa Maria delle Grazie. Autobus: Linee 50, 96 e 97, con fermata nei pressi della stazione Cadorna.
Vedi altri articoli “I luoghi di Milano di Ben Sicchiero”(Clicca qui)
© Riproduzione Riservata
Copyright Benito Sicchiero
Nutrimento & nutriMENTE






