Intervista a Rosario Previtera: sta sorgendo il sole per il Bergamotto di Reggio Calabria IGP
9 Novembre 2025
Intervista al prof. Rosario Previtera, coordinatore del Comitato Promotore per il Bergamotto di Reggio Calabria.
Una dura lotta aver ottenuto il marchio IGP… si spera che sia davvero finita.
Newsfood.com, 9 novembre 2025
Chi è Rosario Previtera
Il prof. Rosario Previtera è docente, saggista ed agronomo di lungo corso, è UE Climate pact ambassador, ha operato ed opera in Italia per la cooperazione e lo sviluppo rurale, e coordina il Comitato Promotore per il Bergamotto di Reggio Calabria nato nel 2021.
- Rosario Previtera, calabrese DOC, cosa significa aver ottenuto il marchio IGP per il Bergamotto di Reggio Calabria? Perchè è stato necessario diversificare DOP da IGP?
Significa poter raggiungere un obiettivo economico, sociale ed ambientale importante per tutto il territorio e poter attribuire finalmente dignità e valore ad un prodotto identitario che ne aveva davvero bisogno: la concorrenza di bergamotti provenienti da altre province, da altre regioni del sud e da altre nazioni ha messo da qualche anno in piena crisi un comparto storico e a dura prova i bergamotticoltori che stanno vivendo anche la crisi climatica oltre quella economica. La DOP riguarda dal 2001 l’olio essenziale del bergamotto di Reggio Calabria, ma è un marchio di fatto inesistente sul mercato visto che l’essenza, oltre ad essere un prodotto industriale e non agricolo, si usa come ingrediente di profumi e cosmetici che non si mangiano e non si bevono. Quindi un marchio come la DOP che viene utilizzato in Italia ed Europa per il food di qualità, nel caso unico in Europa del bergamotto è risultato praticamente inutile ed è servito solo ad alimentare carrozzoni e poltrone e a creare confusione. Forse nel 2001 si intravedeva nella DOP una certificazione che poteva servire come strumento per tutelare l’essenza dai tagli chimici, pratica conosciuta sin dal 1870. Ma non è servito a nulla visto che ancora oggi si producono circa 150 mila kg di essenza di bergamotto all’anno in provincia di Reggio Calabria ma in Italia se ne commercializzano magicamente circa 2 milioni di kg all’anno e di essenza DOP in 25 anni se ne sono certificati poche decine di kg solo per mantenere in piedi “il sistema”!
Proprio dagli agricoltori nacque l‘esigenza di avere una nuova certificazione che valorizzasse il frutto fresco per diversificare il mercato e, soprattutto, per non ripetere l’insuccesso della inutile DOP.
- E’ stata una lotta lunga e dura, combattuta su un campo, la Calabria, martoriata per secoli da ingiustizie, faide, diritti intoccabili… una regione matrigna che ha costretto tanti suoi figli a scappare per cercare fortuna lontano dalla loro terra natia. Le cose stanno cambiando e il Bergamotto di Reggio Calabria IGP può essere un buon “ambasciatore”…
Potrebbe in effetti rivelarsi uno di quei casi di best practices che rompono gli schemi, anche se con fatica e sacrificio, grazie a processi che partono in silenzio dal basso per ottenere progresso e sviluppo e con la voglia di offrire ai giovani agricoltori e ai tecnici nuove opportunità per restare o tornare. Il Comitato Promotore per l’IGP “Bergamotto di Reggio Calabria” è una regolare ATS (Associazione Temporanea di Scopo) con un raggruppamento di più di 500 aziende e varie centinaia di ettari, che ha portato avanti un percorso burocratico che generalmente dura un biennio e, che nel nostro caso compie quasi a cinque anni dalla domanda di richiesta dell’IGP “Bergamotto di Reggio Calabria” (5 giugno 2021). Ma poteri consolidati, interessi stratificati negli anni, lobbies e malapolitica, camera di commercio e altri enti, le Associazioni di categoria (tranne Copagri che ci ha sostenuto con forza) hanno sottovalutato quanto stava accadendo e incredibilmente hanno preferito tradire gli agricoltori a favore di ataviche baronie che risalgono al 1800 dimostrando grande distanza dalle esigenze reali dei bergamotticoltori e dal nuovo corso europeo delle IG. Ma come più volte ripetuto, nonostante tutto, siamo sempre disposti ad accogliere chiunque, essendo il nostro un movimento inclusivo e concreto. Anche al recente importante e partecipatissimo convegno del 30 ottobre scorso alla Facoltà di agraria realizzato per sancire l’avvenuta pubblicazione del Disciplinare sulla Gazzetta ufficiale e intitolato “Bergamotto di Reggio Calabria IGP, ritorno al Futuro: da una storia di profumi alla IG economy”, abbiamo invitato tutti gli enti del territorio e le associazioni datoriali, compreso coloro che hanno osteggiato e l’iter dell’IGP in questo ultimo quinquennio, ma senza esito. Sarebbe potuto essere un felice momento di riconciliazione e di ripartenza. Preferisco non commentare.
- In termini pratici, che benefici possono nascere per i coltivatori dei 51 comuni interessati.
L’IGP potrà contribuire ad alleviare la crisi dei numerosi bergamotticoltori e costituisce un obiettivo sociale importantissimo e innovativo: liberare gli agricoltori dal secolare giogo pressante dell’industria dell’essenza che paga il bergamotto sempre meno (si è arrivati a 25-30 centesimi al Kg) e dare agli agricoltori grazie al nuovo marchio di qualità la possibilità di affacciarsi ai mercati del fresco del norditalia e del nordeuropa sempre più attenti e sensibili ai prodotti nutraceutici e salutistici come il bergamotto e con consumatori consapevoli disposti a spendere 5-6 volte in più rispetto all’attuale prezzo stracciato del bergamotto da industria. E’ risaputo che in agricoltura poche decine di centesimi costituiscono una grande differenza. Inoltre la coltivazione del bergamotto costituisce un importante serbatoio di biodiversità (si coltivano le tre varietà Fantastico, Femminello e l’antica varietà Castagnaro) e i bergamotteti costituiscono una importante baluardo contro la desertificazione in atto e il climate change.
- Il calvario è finito! Finalmente, dopo tanti mesi dalla Riunione di Pubblico Accertamento di gennaio 2025… è arrivata la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale a ottobre. Ora il Consorzio del Bergamotto di Reggio Calabria IGP potrà iniziare il suo viaggio. Quali sono le strategie che verranno adottate?
Il calvario non è affatto finito purtroppo. La cosiddetta “casta del bergamotto” o la cosiddetta “banda della DOP” probabilmente presenteranno entro il 15 novembre 2025 la classica opposizione alla pubblicazione della Gazzetta ufficiale n.241 del 16 ottobre 2025 in cui il Disciplinare dell’IGP viene pubblicato e approvato e, probabilmente, presenteranno ancora un altro ricorso al TAR Lazio contro l’IGP. Sicuramente procedure inutili ma che faranno perdere tempo prezioso. Questo servirà ai nemici del territorio a raggiungere due obiettivi: in primis procrastinare ancora una volta l’approvazione da parte della Commissione europea e quindi far rinviare la costituzione dello specifico Consorzio di tutela e in secondo luogo riuscire a speculare, per l’ultima volta, sulla pelle dei bergamotticoltori proponendo prezzi infimi per l’acquisto dei frutti, visto che al momento senza IGP il mercato alternativo del prodotto fresco è insignificante. Inoltre il deus ex machina anti-IGP con l’approvazione dell’IGP perderà quello status di potere familiare e familistico consolidato nei decenni e al quale non vuole rinunciare nonostante ormai sia diventato inviso e malvisto da tutti gli operatori del comparto, i quali ancora vengono tenuti naturalmente sotto ricatto. In sintesi il messaggio è chiaro: “o ti accontenti del prezzo basso o ti tieni i bergamotti sull’albero e se fai parte del gruppo IGP peggio per te”. Sistemi feudali oggi ancora esistenti a queste latitudini tenuti in vita da intrecci e legami di potere di vario tipo, anacronistici ma ancora vivi.
Il futuro Consorzio di tutela dell’IGP Bergamotto di Reggio Calabria potrà essere costituito solo dopo le prime certificazioni di prodotto ovvero dopo che le prime aziende entreranno nel sistema di certificazione IGP. E il nuovo Reg. UE 1143/2024 attribuisce ai Consorzi di tutela nuove importantissime funzioni trasversali che vanno oltre la tutela e la valorizzazione: turismo, sostenibilità, equità sociale e del prezzo. Ecco perché chi non vuole l’IGP punta a farci perdere tempo in quanto terrorizzato da tale nuovo e irreversibile corso che si profila per il Bergamotto di Reggio Calabria; si rischia di non certificare nemmeno nella seconda parte della produzione che si protrae fino a marzo e quindi di dover rinviare tutto alla prossima campagna produttiva con ulteriore danno per i bergamotticoltori che perderanno un altro anno di opportunità. Verranno tradite tutte le aspettative di tante famiglie a cause di pochi soggetti. Ci viene da dire a chi sta lavorando contro l’IGP di mettersi una mano sulla coscienza per il bene collettivo visto che più volte si è tentato di coinvolgerlo anche durante vari tavoli istituzionali come quello ormai “storico” del 24 aprile 2023. Penso sinceramente che chiunque nella vita abbia interesse a lasciare un buon ricordo di se stesso, anzicchè insistere con caparbietà su una partita persa, solo per sterili e inutili motivi di principio, di protagonismo e di “pennacchio”. Per questo continuiamo a dire a tutti in occasione di convegni, interviste, incontri ed assemblee tamatiche che il Comitato Promotore è stato e sarà disposto ad accogliere chiunque vorrà operare per lo sviluppo del territorio.
Le strategie riguarderanno la giusta valorizzazione e promozione mai avvenute concretamente. Ben vengano le iniziative locali e le celebrazioni o le sagre cittadine che raggiungono anche edizioni a due numeri così come continueranno ad essere importanti le fiere, il nascente turismo del bergamotto, i press tour. Ma il bergamotto si deve vendere e si deve vendere bene e in maniera professionale fuori dalla Calabria e fuori dall’Italia: si dovrà alzare grandemente il livello qualitativo della comunicazione e della promozione e la vera cooperazione dovrà concretizzarsi in poco tempo.
5) Perchè scegliere il Bergamotto di Reggio Calabria IGP invece di un Bergamotto qualunque e quale dovrebbe essere il cliente tipo di un prodotto così particolare?
Il bergamotto di Reggio Calabria è storicamente ottenuto nell’area vocata che presenta un microclima e un terreno particolarissimi e unici, descritti nel Disciplinare, determinandone caratteristiche qualitative, nutraceutiche, biochimiche (più di 500 molecole utili all’organismo umano) che non si riscontrano nei bergamotti ottenuti nelle altre province calabresi o in Sicilia, Puglia, Basilicata, Brasile, Argentina, California e in varie nazioni africane: ricordiamoci che il bergamotto è un agrume e come tale può essere coltivato ovunque si coltivino gli agrumi. L’Indicazione Geografica Protetta oltre a garantirne l’origine e la reputazione storica (il primo bergamotteto reggino risale al 1750) permetterà al frutto fresco e a tutti i derivati del food, a partire dai succhi lungo tutta la filiera agroalimentare, di acquisire un valore maggiore rispetto a prodotti anonimi e provenienti da altre aree non vocate e quindi con livelli qualitativi inferiori, come dimostrano numerosi studi scientifici.
Il cliente tipo è chiunque voglia nutrirsi con il frutto della salute sottoforma di spremute, di succhi o di blend di succhi di bergamotto con succhi di altri agrumi o frutti. La polpa del bergamotto di Reggio Calabria offre grandi quantità di antiossidanti quindi capacità antiaging, capacità di ridurre il colesterolo cattivo e il livello glicemico nel sangue, grandi capacità di miglioramento dell’apparato cardiovascolare, capacità rilassanti e di miglioramento psicofisico unitamente all’utilizzo alimentare della buccia e dell’essenza, capacità di ripristino dei tessuti, proprietà medicamentose e olistiche e tanto altro ancora. Grandi chef e pasticceri italiani sono all’opera da anni per valorizzare il frutto della salute reggino del quale non si butta via nulla e dal quale si può ottenere tanto. In tutti i sensi.
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