GOVERNO CONTE POST COVID 19 – Istantanea di un’Italia alle corde 21 luglio 2020
21 Luglio 2020
Italia all’angolo del ring, urgono riforme drastiche per non dover essere costretti a gettare la spugna…
Martedì 21 luglio 2020ITALIA AL BIVIO GENERAZIONALE E CREDIBILE
COSA VOGLIONO “VERAMENTE” GLI ITALIANI DALLO STATO E DAL GOVERNO CONTE POST COVID 19. POCHISSIME COSE CONCRETE, QUASI INFANTILI. IN 3 ANNI DI MANDATO SI PUO’ FARE TUTTO. QUALE MIGLIORE GARANZIA PER I VERI E FINTI FRUGALI D’EUROPA?Record dei record sul web contro il viceministro dell’economia italiana Castelli (m5s) da parte di 50.000 ristoratori in 24 ore.Proteste dell’ordine dei commercialisti contro il Governo Conte-Bis per il promesso rinvio delle scadenze fiscali e tributarie.La CNA disapprova la decisione del Governo di prorogare lo split payment.Al 30 maggio 2020 il debito italiano sopra i 2500 mld/euro.Tassazione delle multinazionali: vince Apple e l’Irlanda alla Corte Giustizia Europea.Le 4 regioni italiane trainanti l’Italia e che maggiormente contribuiscono alle entrate dello Stato segnano nel primo semestre 2020 un calo generale fra il 9,2 e il 10,9%.In crescita le frodi creditizie in Italia a danno dei consumatori.L’Italia segna il più forte calo di nuove nascite da 100 anni a questa parte.Il numero delle pensioni in pagamento supera il numero di tutti gli stipendi esistenti.Continua la perdita di suolo agrario e naturale anche in piena crisi economica.C’è la crisi diffusa e orizzontale, ma i dipendenti pubblici protestano per i mancati buoni pasto pur lavorando da casa.Perfino i mega vertici di Banca d’Italia vedono molto nero il presente e il futuro dell’Italia e degli italiani.Fuga di presidi dalle sedi assegnate al nord Italia per tornare a fare l’insegnante al sud…Abbiamo spulciato qua e là, sono solo alcuni dei titoli di diverse testate agenzie stampa, web e cartacee italiane negli ultimi 30 giorni. Da queste letture abbiamo predisposto, come Ceves (centro studi indagini e sondaggi economici del settore agroalimentare turistico) un questionario (ne realizziamo 4-5 l’anno) di 15 domande secche, di cui 5 a risposta positiva o negativa, e inviato al nostro pool di 1800 amici-collaboratori-lettori italiani perché ci aiutassero a capire e conoscere: “che cosa vogliono veramente gli italiani dallo Stato e dal Governo Conte?” che sicuramente va a fine legislatura, quindi quasi 3 anni per fare tutto se si vuole.Abbiamo riscontrato che il 66%, cioè 2 su 3 italiani, indipendentemente dalla cultura, ricchezza, genere, età, titolo studio e città di residenza da Aosta a Potenza chiedono semplicemente poche leggi e norme, vogliono una riforma pesante e chiara istituzionale soprattutto in tutti i settori pubblici, mettono al primo posto il lavoro, l’Europa, il futuro dei figli, la certezza e velocità della giustizia, la difesa degli asset paese, la eliminazione di tutte le società pubbliche e private che sono in passivo da anni, semplificazione vera della vita reale, una sanità al passo con i tempi, una scuola meritocratica per insegnanti e studenti.Mamma mia… che ovvietà, verrebbe da dire. Da quando ho fatto il mio primo esame di economia alla Cattolica con il prof Galizzi e seguivo le conferenze dei proff. Lazzati, La Pira, Miglio che sento queste richieste dai cittadini-elettori. Purtroppo la prima riflessione vede al centro il rapporto elettore-eletto: come mai votiamo al Parlamento da 50 anni persone non in grado di fare certe cose? Oppure quando uno approda ai Palazzi Romani tutto cambia, è difficile, vince la noma ad personam eletto? Certe risposte del questionario Ceves arrivano anche ad avere il 70% della uniformità, come per esempio quello sulla riforma del lavoro, dei contratti nazionali, della parità di stipendio uomo-donna, della scelta e del peso dei vai congedi, delle modalità di accesso e recesso più europee come la valutazione per produttività e la meritocrazia che altro non è la “soddisfazione dell’utente”.Perfino la riforma della Giustizia italiana trova un consenso del 68% fra tutti gli intervistati, soprattutto sotto i 50 anni di età come pure la riforma istituzionale-politica che coinvolge il modello partitico nazionale, le prioritarie scelte politiche e di governance, la semplificazione legislativa, la autonomia regionale o interregionale da rendere agibile e uniforme in tutto il Paese venendo oggi meno a formule speciali nel rispetto di volontà referendarie, la responsabilità diretta dell’esecutivo, il rispetto del mandato elettorale, la certezza della durata del mandato di Governo ma in piena conformità con la scelta popolare. Il Covid19 ha evidenziato molte disuguaglianze e molte uguaglianze: se da un lato tutti abbiamo perso opportunità e subito gli effetti morali e sociali del lockdown, dall’altro lato c’è chi ha perso il lavoro da un giorno all’altro e chi non ha patito nessuna riduzione salariale o di benefits. Il lavoro è al primo posto nella testa degli italiani, inteso come certezza del diritto in senso lato e certezza di poter produrre per il proprio Paese, consentendo uno scivolo per chi ha maturato un minimo di pensione favorendo l’assunzione di giovani. Nella maggior parte degli attuali lavoratori, la perdita del posto fisso garantito per tutta la vita è accettato, a fronte però di una platea di lavori disponibili per meritocrazia, con risultati certi e misurabili, salari adeguati consentendo di avere una famiglia, figli e permessi in modo uguale fra uomo e donna. Nel sondaggio emerge anche in modo molto chiaro e evidente che gli italiani si aspettavano una “eliminazione” o una forte riduzione di incombenze fiscali tributarie finanziarie relative all’anno 2020, non una dilazione e proroghe: più semplificazione ed eliminazione della burocrazia dei burocrati si manifesta anche con DPCM sintetici, concentrati e non 250 articoli di legge.Poche cose ma pesanti e non “pizzini” sparsi a pioggia senza controlli, sanzioni, possibilità poi di verificare tutte le elargizioni gratuite (che non piacciono giustamente all’Europa e a molti italiani) che siano state ricevute da chi effettivamente aveva bisogno. L’ultima cosa chiesta dagli italiani interpellati, e sempre con una opzione univoca che supera abbondantemente il 66%, è la riduzione di tasse e imposte in questo periodo post Covid 19, di almeno 12 o 24 mesi, liberando veramente il cittadino da moduli e certificazioni, ma sfruttando l’occasione per scoprire e recuperare la enorme elusione fiscale e tributaria da parte direttamente dagli organi di Stato, adoperando i vari fondi nazionali ed europei (speriamo in arrivo prima possibile) per ripianare le “non entrate” statali, regionali, comunali avute nel periodo.Questa sarebbe stata la vera semplificazione burocratica e normativa (richiesta dall’88% degli intervistati) che avrebbe anche fatto scoprire tutti i buchi neri, i tempi morti, la inutilità di certi enti e uffici avviando quella “riforma delle istituzioni pubbliche” che se non tocca anche autoregolamenti, autoreferenzialità, filiere burocratiche e figure dal facile freno a mano… l’Italia non sarà mai un paese attrattivo, ma neppure accettato o condiviso dalle nuove generazioni di italiani sempre più orientati all’estero.A chi lasciamo questo Paese? E’ la domanda libera che quasi il 90% degli interpellati pone alla fine come “messaggio” a chi ci Governa.
Giampietro Comolli
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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici
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Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
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