Addio pizza, 2 su tre sono fatte con ingredienti non italiani

By Redazione

Tra i sostituti più comuni, cagliate dell’Est Europa, pomodori cinesi e farina ucraina

 PizzaLa pizza: da sempre considerata prodotto tipico del Made in Italy, sta diventando uno degli alimenti persi, vittima della globalizzazione dei produttori e soprattutto degli ingredienti.

Questo il messaggio preoccupato di “La crisi nel piatto degli italiani del 2014”, dossier Coldiretti presentato a Napoli.

Secondo l’associazione, i dati generali sono allarmanti: nel 2013, la difficile situazione economica ha favorito l’importazione di materie prime alimentari di cattiva qualità. Ai primi posti, 481 milioni di chili di olio di oliva e sansa, oltre 80 milioni di chili di cagliate per mozzarelle, 105 milioni di chili di concentrato di pomodoro (dei quali 58 milioni provenienti dagli Stati Uniti e 29 milioni dalla Cina) e 3,6 miliardi di chili di grano tenero.

E l’anno in corso registra  la stessa tendenza, con un aumento delle importazioni del 20%.

Tutto questo si riflette sulla pizza, sempre più straniera. Così, è sempre più difficile trovare una pizza con vera mozzarella, che viene sostituita da cagliate dell’Est Europa, pomodoro italiano, al suo posto, prodotti cinesi od americani ed olio d’oliva extravergine, a cui viene preferito olio di semi, proveniente da Spagna o Tunisia. Tra le tendenze più in voga, l’abbandono delle farine nostrane di alta qualità in favore di varietà più economiche, da Germania ed Ucraina.

Come prevedibile, il consumatore manifesta in suo dissenso: secondo gli studi Coldiretti, il 25% degli italiani non va più in pizzeria ed il 40% ha ridotto le visite nei locali con prodotti di dubbia qualità. Per contrastare il fenomeno, Coldiretti propone un piano informativo, tanto per aiutare la pizza Made in Italy quanto per difendere un settore consistente dell’agroalimentare, capace di generare un fatturato annuo di 10 miliardi di euro.

 

 

 

Matteo Clerici

Condividi su:

VISITA LO SHOP ONLINE DI NEWSFOOD