90° Anniversario della fine della Grande Guerra

 

Sul greto del Piave, a Nervesa della Battaglia (Treviso), sabato 25 ottobre 2008 rivive lo scontro epocale sul fiume sacro alla Patria, una delle battaglie decisive della Prima Guerra
Mondiale. Oltre 250 rievocatori in abiti d’epoca a rappresentare gli eserciti, italiano e austriaco, nelle fasi dell’ultimo scontro armato. Sul luogo verranno allestite
tende da campo per ospitare i partecipanti provenienti da tutta Europa.

Ecco l’evento promosso dalla Provincia di Treviso, che chiuderà di fatto il calendario di celebrazione in occasione dell’anniversario dei 90 anni dalla fine della
Grande Guerra. Questi i partner dell’Amministrazione Provinciale di Treviso in questo progetto: la Regione Veneto, i Comuni di Nervesa della Battaglia e di Susegana, le Pro Loco
di Nervesa della Battaglia e di Susegana, l’Associazione Sentinelle del Lagazuoi, le Associazioni combattentistiche e d’Arma della Provincia di Treviso, l’Associazione
Borgo Malanotte, l’Esercito Italiano e le Associazione Nazionale degli Alpini, la FITA (Federazione Italiana Teatro Amatoriale) e Gruppo Giovani del Comune di Susegana. Gli abiti
di scena, invece, giungono direttamente da Cinecittà e sono quelli utilizzati nel film sulla Grande Guerra di Mario Monicelli.

E protagoniste di questa giornata saranno proprio le Sentinelle del Lagazuoi, ma anche le delegazioni provenienti da tutta Europa, in particolare Inghilterra (Greatwar Society di
Coventry), Slovenia (GSR2 di Sempeter), Repubblica Ceca (Gardekorps – Praha), Germania (da Echterdingen). Proprio le nazionalità che combatterono nel tragico ottobre 1918. Tra le
azioni militari riproposte sul «campo di guerra», anche il volo di un aereo d’epoca. Voce narrante che accompagnerà il pubblico nello svolgimento della vicenda,
introducendo il quadro storico e geografico sarà Nicola Stefani, già speaker dell’adunata nazionale degli alpini di aprile. Per la ricostruzione storica invece,
parlerà il colonnello Lorenzo Cadeddu, responsabile del Centro Studi Storici «Piero Pieri» di Vittorio Veneto. Infine, il Coro Ana «Giulio Bedeschi»
evocherà l’atmosfera storica con inni d’epoca.

PROGRAMMA DI MASSIMA DELLA GIORNATA:

9.30: inizio con alzabandiera e tromba
9.35: coro Bedeschi
9.50: saluto delle autorità
10.00: inquadramento storico – topografico ad opera di Nicola Stefani
10.20: coro
10.30: rievocazione assistita da voce narrante
11.15: adunata e schieramento di tutti i gruppi
11.30: chiusura con alzabandiera dell’Unione Europea e con «Il Silenzio»

La Storia

Lo sfondamento delle truppe austriache, nella battaglia di Caporetto dell’ottobre-novembre 1917, aveva costretto l’esercito italiano ad una precipitosa ritirata verso il
Piave ed ebbe ripercussioni notevoli a livello organizzativo con la sostituzione nel ruolo di Comandante Supremo di Luigi Cadorna, la cui tattica militare e la condotta nei confronti
delle truppe era invisa alla maggior parte del paese: il comando passò così al generale Armando Diaz. A livello morale, il fatto che la guerra, che fino a Caporetto era
stata prevalentemente offensiva, fosse diventata difensiva, implicando la salvaguardia della Patria, funse da collante ed unì gli sforzi di tutto il Paese: inoltre la gestione
più «umana» dell’esercito aveva creato un clima nuovo all’interno delle truppe.

La riorganizzazione dell’esercito, che a Caporetto aveva subito immani perdite sia umane, tra morti, feriti e dispersi, che materiali, permise la stabilizzazione del fronte sulle
rive del Piave e permise agli italiani ed ai loro alleati di resistere all’attacco austriaco, portato nel giugno 1918 e definito «Operazione Radetzki». Il 24 ottobre
1918, ad un anno esatto dalla disfatta di Caporetto, ebbe così inizio l’offensiva generale italiana contro l’esercito austroungarico, che si protrasse fino al
31 ottobre, diventando nota come la Battaglia di Vittorio Veneto. Su tutto il fronte, ma specialmente sul Grappa, le truppe italiane furono impegnate in un attacco feroce. I soldati
dell’Armata del Grappa, guidati dal maresciallo Giuseppe Giardino, si scontrarono con gli austroungarici per gli ultimi e decisivi combattimenti. Una manovra strategica
portò sul massiccio le riserve delle truppe nemiche, cosicché l’avanzata italiana in pianura fu facilitata. Il sacrificio di moltissimi soldati rimase comunque alto
e doloroso.

Solo la sera del 30 ottobre 1918, i fuochi d’artiglieria si quietarono sul Grappa. Il 27 e 28 ottobre diversi reparti italiani e francesi, dopo gli scontri sul Tomba e sul
Monfenera, risalirono la valle del Piave da Pederobba, liberando la conca di Alano. Le truppe italiane proseguirono la marcia contemporaneamente sulla destra e sulla sinistra del fiume
Piave. La sera del 28 ottobre entrarono a Valdobbiadene, liberando di seguito diversi paesi fino a che, il 31 ottobre del 1918 la Battaglia di Vittorio Veneto si concluse
vittoriosamente. Il bollettino della vittoria, che pose fine alla guerra, costò all’Italia ben 500.000 vittime; altri 100.000 prigionieri non fecero più
ritorno dai campi di prigionia.

 

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