9 dicembre 2009, la Pizza Napoletana è STG certificata/Pizza Napoletana STG is

9 dicembre 2009, la Pizza Napoletana è STG certificata/Pizza Napoletana STG is

Newsfood.com intervista Umberto Bachetti, fondatore di Pizza.it , che  commenta il grande giorno:

Mercoledì 9 dicembre 2009
-“Finalmente è arrivato il gran giorno.
Oggi la commissione UE ha conferito il riconoscimento STG alla Pizza napoletana e noi di  Pizza.it School, entusiasti,  ci rallegriamo con tutti i promotori (Pace, Miccù, Lopa,
Di Porzio ecc..) di questa battaglia iniziata diversi anni fa e che ci ha visti affiancare e sostenere tutte le iniziative volte al raggiungimento di questo obiettivo.
Ma il nostro pensiero va anche a quanti non hanno avuto la fortuna di vivere questa storica giornata, in particolare vogliamo ricordare Ernesto Cacialli, famoso pizzaiolo napoletano della
pizzeria ai Tribunali, scomparso la settimana scorsa (il pizzaiolo di Bill Clinton) e il giornalista Mario Folliero, storico della pizza, anch’esso defunto ma sempre vivo nei nostri
pensieri.
Entrambi hanno contribuito tanto alla causa e la vittoria odierna porta anche il loro nome.
Entusiasmo alle stelle anche tra i pizzaioli napoletani che frequentano il forum di Pizza.it.
E’ anche vero che spesso, nel forum, ci capita di leggere accese discussioni tra chi sostiene che la pizza sia soltanto quella napoletana e chi invece propende per un approccio meno
fondamentalista.
Riteniamo che abbiano ragione entrambi ma, a differenza di quanti sostengono che la pizza napoletana non abbia molto mercato dall’Abruzzo in su perché ritenuta gommosa o difficile da
digerire, noi sosteniamo che la “rovina”, o se vogliamo ” il cattivo nome”, che la pizza napoletana si è fatto al nord dello stivale Italico sia dovuto ad uno dei pregi che caratterizzano
il napoletano: l’arte di arrangiarsi e di improvvisare.

Si perché quando negli anni ’70 in Italia ci fu il boom delle pizzerie classiche non furono pochi i napoletani che, in giro per l’Italia, si spacciarono per “pizzaiuoli” e di pari passo
furono molti i titolari di pizzerie che vantavano un “vero pizzaiolo napoletano” nel loro locale, con il risultato che molte pizze erano veramente lontane da quella che dovrebbe essere una vera
pizza napoletana, a partire dall’assenza del caratteristico profumo, dall’aspetto maculato o del cornicione gustoso da mangiare.

Ed è altrettanto vero che tutt’oggi anche a Napoli non sempre si ha la fortuna di mangiare una pizza napoletana realizzata con la maestria che la rende unica, ma, fortunatamente ci sono
anche e soprattutto pizzaioli napoletani che invece hanno fatto della conoscenza e della passione un proprio credo. Immaginiamo pertanto che il riconoscimento ottenuto oggi, potrà
sopperire questo antipatico particolare, perché da oggi in poi le pizzerie, a Napoli e non, che vorranno fregiarsi del marchio di qualità dovranno in primis dimostrare di essere
all’altezza e rispettare l’apposito disciplinare.
Un disciplinare, che nella nostra scuola per pizzaioli rispettiamo alla lettera, redatto da un’apposita commissione (che trovate a questa pagina https://www.pizza.it/?ID=33 ) che a
detta di qualcuno si presta a diverse interpretazioni e a volte si contraddice, e che, secondo i maligni, mira più che altro a promuovere prodotti locali: mozzarella, pomodori e forni
campani.
Staremo a vedere, ma come si dice in questi casi, comunque vada…sarà un successo.
Ed oggi è un giorno di festa.

Umberto Bachetti per Newsfood.com

(English text)

Finally, the great day arrived!
Today, UE Commission has given the STG recognition to Neapolitanean Pizza.
All of us of Pizza.it School are happy for all the participants (Pace, Miccù, Lopa, Di Porzio) of this fight which began a lot of years ago and where Pizza.it School was always next to
them and to their initiatives to reach this object.
However, our minds go to the person who cannot live this historical day. We want to remember Ernesto Cacialli a famous Neapolitan pizzaiolo in the Tribunali zone, who died the last week, (pizza
for Bill Clinton) and Mario Folliero, a pizza historian, died as well a lot of years ago, but who always lives in our hearts.
Both of them contributed to this fight and today this win has their names as well.
Often, in our forum, we can see strong discussion about pizza between them who said that the true pizza is only the Neapolitan pizza and the other who have a bit less fundamentalist
position.
In our opinion they are all right.
However we are opposite to them who assume that the Neapolitan pizza doesn’t have success from Abruzzo region to the north of Italy because it is hold as too much chewy and difficult for the
digestive process.
We affirm that “the ruin” or “the bad name” which the Neapolitan pizza has in the north of Italy is due just to one of the most value of  Neapolitan people: the art for improvisation and to
arrange.
This because when in the 70’s in Italy there was a boom of the classic pizza, there were a lot of Neapolitan who were done for “pizzaiolo” and a lot of pizzeria were praised to have a “true
Neapolitan pizzaiolo” inside as well, with the result that pizza was so far from the true Neapolitan pizza. It didn’t have the smell, the spotted aspect or the good cornice to eat.
It’s also true that it is very difficult today to have the fortune to eat a Neapolitan pizza made with the mastery which make it unique in the world.
Fortunately, there are a lot of pizza makers who trust in the passion and in the knowledge about pizza and the STG recognition which has arrived today will cancel that not so nice particular
about Neapolitan pizza.
From today, Neapolitan pizzeria and not Neapolitan pizzeria who would to frieze with the quality brand have to demonstrate that they can make a good pizza and follow all rules.
These rules, (which are followed in full by our school and you can see all of them in this article https://www.pizza.it/?ID=33%29, written by a commission, can be interpreted in a lot of
point of view and in some point there are also contradictions.
For other people, the most malign, these rules are just a promotion for some products (mozzarella and tomato) and Neapolitan ovens.
We will ready to see how this story ends, but we can say…however it goes…it will be a success.
And today is a good day.

Umberto Bachetti, Pizza.it School for Newsfood.com
 

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