50 MLN DI ETICHETTE VINO DA BUTTARE PER CAVILLO UE INTEMPESTIVO E DANNOSO, commento di Giampietro Comolli
3 Dicembre 2023
Unione Italiana Vini: 50 mln di etichette vino già stampate in Italia da buttare
Intempestivo e dannoso cavillo UE, commento di Giampietro Comolli
Newsfood.com, 2 dicembre 2023
Commento di Giampietro Comolli
(In calce il comunicato stampa originale di Ufficio stampa Unione italiana Vini: ispropress)
Giampietro Comolli:
Verrebbe da dire: siamo alle solite.
Anche questo pasticcio, uno dei tanti che ultimamente in diversi settori avviene all’interno del palazzo di Bruxelles, ha una origine ben chiara: la eccessiva burocrazia di metodo e di procedure e la eccessiva voglia di Qualcuno di essere più realista del re e volere a tutti costi limitare o bloccare o anticipare le opportunità di tizio o caio all’interno del 27 paesi europei.Non è tanto una questione di rappresentanti politici eletti, quanto di alti funzionari che intendono dare seguito a scelte non suffragate! In questo modo non si fa l’Unione Europea e soprattutto non si mette in atto quel principio della Costituente che prevede una aggregazione di intenti e di volontà comuni come “leggi quadro” e una libertà di adeguamento da parte dei Stati membri. Era molto meglio quando c’erano solo direttive politiche e regolamenti operativi.Ora le interpretazioni e le continue circolari di vari direzioni, comitati, tavoli contribuisce a creare caos e disguidi. Ovviamente viene da domandarsi: ma la Commissione agricoltura dell’UE arriva ad una decisione finale ovvero in quanti la governano? Questo non vuol dire “essere contro l’UE” , ma vuol dire che occorre un cambio di gestione meno oneroso e meno articolato. Una macchina che costa all’anno solo di gestione 1,1 miliardi di euro deve funzionare e dovrebbe dare l’esempio a tutte le altre 27 governance pubbliche degli Stati membri.Il fatto del “danno economico aziendale” come evidenziato da Unione Italiana Vini (UIV) è importante, molto brutto per i bilanci aziendali soprattutto delle piccole imprese… ma è allarmante la impostazione, prassi e sconfessione finale. Sembra un tavolo di burattini che vogliono fare i burattinai!Forse sarebbe bene che i membri della Commissione UE pensassero a quali sono state anche le reali motivazioni della Brexit (dannosissima per chi é uscito) e a tante altre “exit” che possono venire fuori prima che si veda a giugno 2024 quale Parlamento Europeo ci sarà!
La domanda è anche rivolta al CEEV e ai membri “italiani” della Commissione stessa. Se la proposta non è accolta, o non viene accolta, non si guida una Commissione con ripensamenti o sconfessioni di qualche membro o Stato autorevole.
E’ evidente che le procedure comunitarie sono state violate. E’ vero anche che 50 milioni di etichette del vino non è la stessa cosa di una decisione di inviare armi in Ucraina o il supporto ai palestinesi e la condivisione di Israele ( se questa è la posizione che non verrà a breve sconfessata), ma nello stesso tempo non può essere emanata un linea guida a firma della Commissione e del Commissario Lins (tedesco) che impone o cambia o stravolge una interpretazione del regolamento. Inoltre la tempistica: con tutti gli uffici e il personale disponibile non si può creare il caos a pochi giorni dalla applicazione della norma (8 dicembre). Le aziende italiane più attente e più attive (più ligie al dovere) nella preparazione delle nuove etichette si trovano ora a dover buttare tutto il lavoro fatto. Visto anche che parliamo di confezioni vino in un periodo “molto attivo” di fine anno e per le Sante Feste. Occorre anche, giustamente, una certezza giuridica che serve per dare autorevolezza a chi decide senza creare disaffezione alla UE, oltre che certezze alle imprese.
Domanda: ma in Francia e in Germania nessuno si lamenta? Non avevano ancora stampato etichette?
(Comunicato stampa originale di Ufficio stampa Unione italiana Vini: ispropress)
Da: <press@ispropress.it>Oggetto: cs VINO, UIV: 50 MLN DI ETICHETTE GIÀ STAMPATE IN ITALIA, CAVILLO UE INTEMPESTIVO E DANNOSO
Data: 30 novembre 2023, 14:39:45 CET
Comunicato stampa
VINO, UIV: 50 MLN DI ETICHETTE GIÀ STAMPATE IN ITALIA, CAVILLO UE INTEMPESTIVO E DANNOSO
(Roma, 30 novembre 2023). Sono oltre 50 milioni le etichette di vini italiani già stampate secondo il modello inizialmente condiviso e poi sconfessato dalle linee guida della Commissione Ue. Lo afferma l’Unione italiana vini (Uiv), ribadendo come l’intempestivo intervento della Commissione, a 2 anni dalla stesura del Regolamento comunitario (2021/2117) e ad appena 2 settimane dal varo della nuova etichettatura europea (8 dicembre), sia un danno imprevisto e importante per il settore.
Uiv rileva inoltre che le precisazioni fatte ieri dal portavoce Agricoltura della Commissione, Olof Gill, non soddisfano le imprese del vino e non risolvono il caos determinato dall’ultimo cavillo voluto dall’esecutivo europeo (la parola “ingredients” anziché l’acronimo “i” a fianco al QR code sulla lista degli ingredienti). È impossibile, tra l’altro, per i produttori procedere, nelle tempistiche di legge, con adeguamenti, ordini e ristampe.
Secondo Unione italiana vini (Uiv) e il Comitato europeo delle aziende vitivinicole (Comité Vins – CEEV), la nuova interpretazione fornita dall’istituzione si presta a diverse violazioni, a partire dal testo legislativo, poiché non spetta alla Commissione apportare nuove norme a livello di orientamento interpretativo. In aggiunta, si prospetta una violazione dei principi generali dell’Ue, come la certezza del diritto e la proporzionalità: è infatti giurisprudenza consolidata che gli enti non possano adottare nuovi obblighi senza un termine ragionevole per attuarli. C’è poi, secondo le due organizzazioni, una violazione delle norme procedurali: imporre una diversa interpretazione del Regolamento a pochi giorni dall’adozione della norma lede infatti il principio comunitario inserito nel programma di lavoro della Commissione che ha come obiettivo la riduzione degli oneri amministrativi inutili. Con buona pace di milioni di etichette già state stampate, in buona fede e nel rispetto della Legislazione, destinate al macero. Atteggiamento questo contrario anche alle politiche sulla tutela dell’ambiente.
Per tali motivi Uiv chiede un’immediata sospensione in merito alla principale criticità contenuta nelle linee guida della Commissione (Q&A n.38), al fine di rivederne il contenuto e garantire certezza giuridica alle imprese. Contestualmente, sarà necessario ottenere il consenso all’utilizzo di tutte le etichette stampate prima della pubblicazione delle linee guida e fino a esaurimento scorte.
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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici
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Editorialista Newsfood.com
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