Zagabria: a spasso nella Città alta, tra Kaptol e Gradec

Zagabria: a spasso nella Città alta, tra Kaptol e Gradec

A Zagabria nella Città alta, tra Kaptol e Gradec

Solo due giorni per visitare la capitale della Croazia, cominciando da Gornji grad, tra storia e arte, architettura e leggende popolari. Racconto di una città legata al passato, che guarda al futuro

di Maurizio Ceccaioni

Il sole rosseggia sul tramonto dietro le isole dalmate, mentre il turboelica della Croatia Airlines riparte da Spalato.
Il viaggio comincia da Zagabria (Zagreb), città cosmopolita di quasi 800mila abitanti, gemellata con Bologna dal 1963.  L’aeroporto Pleso dista 17 km dal centro, nella Città bassa, e arriviamo all’Hotel Dubrovnik che è quasi buio. Ma prima di andare a conoscere questa città divisa in due parti ben distinte, c’è da cambiare gli euro in kune (1Hrk = circa 0,740 Eur).

ZAGABRIA MERCATO DOLAC

ZAGABRIA MERCATO DOLAC

Gornji grad, di cui si occupa questo articolo, è la Città alta, quella più antica nata a fine XI secolo sulle piccole colline di Kaptol e Gradec. Nella prima, legata alla Chiesa di Roma, si diede vita alla diocesi e a una numerosa comunità religiosa. La seconda, laica e più attenta a commercio e artigianato, rimase sotto l’influenza dei re d’Ungheria. Senza difese murarie, nel 1242 furono entrambe distrutte dai mongoli, ma prima Gradec e molto dopo Kaptol, furono fortificate in tempo per evitare l’invasione ottomana del 1400. Da eterne rivali, nel 1600 si fusero dando vita l’attuale forma urbis.

 ZAGABRIA MERCATO DOLAC - Le guglie della cattedrale

ZAGABRIA MERCATO DOLAC – Le guglie della cattedrale

Da ogni parte della città è difficile non scorgere le due guglie di oltre 105 metri che fanno della Cattedrale di Zagabria l’edificio di culto più alto del Paese. Si trova a Kaptol ed è dedicata all’Assunzione di Maria e ai re Stefano I e Ladislao I. Ma questa in stile neogotico fu ricostruita dagli architetti tedeschi, Bollé e von Schmidt, sulle rovine di quella distrutta nel 1242 dai mongoli e dal terremoto del 1880. Lunga 77 metri e larga 46, può ospitare fino a 5mila persone. Tanti i pregevoli tesori d’arte all’interno. Tra questi, oltre all’altare maggiore, la sedia arcivescovile a forma di trono, un reliquiario d’argento del 1738, affreschi del 1200 e  il “Trittico della Passione” di Albert Dürer, massimo esponente della pittura rinascimentale tedesca.

ZAGABRIA PIAZZA DELLA CATTEDRALE

ZAGABRIA PIAZZA DELLA CATTEDRALE

L’altare barocco in marmo col quadro della Madonna col Bambino è del 1778 e sull’ingresso principale troneggia un organo del 1855, con 6068 canne e 78 registri. Sulla destra, una scultura, copia in gesso della Stazione XII della Via Crucis del Santuario della Madonna di Marija Bistrica, raffigura il Calvario. In alto, una grande scritta in “glagolitico angolare”, a ricordo dei XIII secoli del legame con la Chiesa di Roma. Fuori, la statua della Vergine Maria osserva piazza e Cattedrale dalla Fontana degli Angeli.

ZAGABRIA CHIESA SAN MARCO

ZAGABRIA CHIESA SAN MARCO

Altro luogo simbolo di Zagabria è il variopinto mercato di Dolac, dove spiccano i caratteristici ombrelloni rossi sui banchi allineati. Ad attendere i passanti sulla scalinata, la statua della “kumica”, una contadina con un cesto in testa, come spesso fanno le signore che portano qui i loro prodotti dell’orto. Vi si trova di tutto, ma tra tanti prodotti mediterranei, risalta l’olio di semi di zucca, tipico di queste parti, specialità culinaria con molte proprietà fitoterapiche. Ma può costare anche oltre quattro volte il prezzo di un buon olio extravergine di oliva italiano.

ZAGABRIA PORTA DI PIETRA

ZAGABRIA PORTA DI PIETRA

I tavoli all’aperto in via Tkalčićeva, la fanno somigliare a un angolo di Montmartre. Qui fino al 1898 c’era il torrente Medvešćak coi mulini ad acqua. Rimangono le vecchie case con le loro storie. Come quella della prostituta che si affacciava nuda alla finestra dell’abbaino, rappresentata in una statua in bronzo lì vicino.
Più avanti c’è quella di un’altra donna. È Marija Juric Zagorka, prima giornalista croata professionista, scrittrice, pioniera delle riviste femminili ed emblema della parità dei diritti. Da lontano si scorge un grosso uovo dipinto di fronte alla galleria d’arte “Mirko Virius”, dell’Associazione croata degli artisti naif.

ZAGABRIA PIAZZA DELLA CATTEDRALE

ZAGABRIA PIAZZA DELLA CATTEDRALE

Salendo su via Radićeva c’è la statua di San Giorgio col drago. Sotto la Porta di Pietra, in via Kamenita, si mescolano turisti ai fedeli in preghiera. È l’ultimo accesso delle antiche mura di Gradec e nel 1731 vi scoppiò un incendio da cui si salvò solo il dipinto della Madonna col Bambino. Da allora è un piccolo santuario con candele accese ed ex voto in marmo. Su tutti una parola comune: Hvala (Grazie).

Più avanti, la più vecchia farmacia di Zagabria, aperta nel 1399 dal pronipote di Dante Alighieri, Nicolò. La targa all’angolo della via ricorda che qui «si sposò, visse e vi lavorò come farmacista».

Sulla passeggiata Strossmayer c’è la Torre di Lotrscak, antica difesa della porta d’accesso meridionale e dal 1° gennaio 1877, a mezzogiorno c’è il rituale sparo del cannone. La leggenda dice che una palla sparata da lì uccise il Pascià ottomano accampato lungo il fiume Sava, mettendo fine all’assedio. Accanto c’è lo Strossmartre, un bel parco dove si tengono concerti serali e manifestazioni. A fianco, la stazione della funicolare coi due piccoli vagoni azzurri della arrancano su una pendenza del 52%. Inaugurata nel 1893, parte dalla Ilica, la via principale della capitale e ha due record: è il più antico mezzo di trasporto cittadino e, con i suoi 66 metri di lunghezza, è anche la più corta del mondo.

ZAGABRIA VIA TRALCICEVA

ZAGABRIA VIA TRALCICEVA

Se negli oggetti esposti nel Museo dei cuori infranti in via Ćirilometodska, ci sono i ricordi più intimi di relazioni affettive finite, in piazza San Marco – dove fiorirono scambi commerciali e furono giustiziati rivoluzionari, eretici e streghe – c’è la concretezza del potere croato, con le sedi di Parlamento (Sabor), Governo e Corte Costituzionale.

Spicca il tetto policromo dell’omonima chiesa del XIII secolo, con gli stemmi di Zagabria (a sinistra) e di Croazia, Dalmazia e Slovenia (a destra), adornata anche con affreschi di Jozo Kljaković e due opere di Ivan Mestrovic, il più famoso scultore croato, mentre a pochi passi da qui c’è l’Atelijer Mestrovic, che fu casa e studio dell’artista.
A tarda ora si ritorna nella parte bassa e in via Gajeva 9, vicino all’Hotel Dubrovnik, c’è il ristorante dell’ex  calciatore del Milan Zvonimir Boban. Accoglienza cordiale, menù e dialoghi in italiano, ottime portate e buon vino dalmata. Posto caratteristico ed elegante, con prezzi molto concorrenziali con quelli italiani.

Info:
Ente nazionale croato per il turismo (www.htz.hr);

Ufficio turistico Zagabria https://www.infozagreb.hr
Ambasciata Italiana, Medulićeva 22, Zagabria
Tel. +38514846 386,

Email: amb.zagabria@esteri.it

Maurizio Ceccaioni
Inviato Speciale
Newsfood.com

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