Yemen, l’ombra di Al Qaeda ?

Yemen, l’ombra di Al Qaeda ?

By Redazione

Sulla strage di occidentali compiuti in Yemen, si fa sempre più pressante l’ ombra di Al Qaeda.

Secondo numerosi analisti, la rete di fondamentalisti islamici è il colpevole più credibile del recente massacro di ostaggi.

Fares Bin Huzam, analista di sicurezza di Dubai, è uno dei più decisi a puntare il dito contro tale organizzazione. Egli ritiene poco credibile la colpevolezza dei gruppi tribali
locali (i primi ad essere sospettati), in quanto tali gruppi praticano si il rapimento di occidentali, ma con fine di lucro, economico o politico.

In questo tipo di operazioni, un ostaggio morto non ha nessun valore: inoltre, Bin Huzam fa notare come il fatto che non siano state avanzate richieste pubbliche alle autorità locali
rende poco credibile la tesi del rapimento per estorsione.

Sulla stessa linea il giornale tedesco Sueddeutsche Zeitung che cita fonti dell’ intelligence tedesca, molto propense ad attribuire la regia dell’azione al gruppo guidato da Osama bin
Laden; il giornale (citando una fonte anonima) arriva ad affermare come “I tedeschi sono particolarmente nel mirino di Al Qaeda che sta intensificando le sue azioni e quindi bisogna
prepararsi a ulteriori morti”

Secondo gli esperti, due sono i fattori che rafforzano la visione dello Yemen come teatro privilegiato odierno del radicalismo musulmano armato.

Innanzitutto, la necessità per i capi di Al Qaeda di trovare un territorio favorevole dove ricostruire la presenza territoriale danneggiata (se non distrutta) dalla guerra in
Afghanistan.

Inoltre, il recente arresto su suolo yemenita del saudita Hassan Hussein Alwan, considerato finanziatore di primo livello della guerra santa, (tra l’altro prova della migrazione in corso dei
grossi calibri della jihad) può essere stata considerata una sorta di sfida a cui è necessario rispondere: tale tesi spiegherebbe, tra l’altro, il perchè delle mutilazioni
riscontrate sui corpi delle donne.

Se la mano di Al Qaeda dietro il recente massacro dei cooperanti interazionali fosse confermata, non sarebbe la prima manifestazione dell’ organizzazione terroristica nel Paese orientale.

12 ottobre 2000: una barca piena d’esplosivo viene lanciata contro il cacciatorpediniere Cole, ormeggiato vicino alla capitale Aden. Nell’ esplosione muoiono 6 persone. Prima azione militare di
Al Qaeda contro gli Stati Uniti.

2 luglio 2007: esplosione in un sito turistico 9 morti, 7 turisti spagnoli e 2 guide locali.

3 maggio 2008: colpi di mortaio contro l’ambasciata italiana, nessuna vittima.

28 agosto 2008: alcune bombe scoppiano nel quartiere di Hadda, che ospita le ambasciate d’ Inghilterra ed Olanda. Numero di vittime imprecisato.

17 Settembre 2008: attacco contro l’ambasciata Usa di Sana’a, 16 morti.

Questi sono solo alcuni esempi dell’elenco che raccoglie l’attività della rete islamica nello Yemen; nel caso fosse confermata la presenza degli operativi di Al Qaeda dietro i recenti
omicidi, è molto probabile che l’elenco ritorni ad allungarsi.

Matteo Clerici

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