Yemen: Il rischio attentati mette in difficoltà il fiorente sviluppo ittico

Yemen: Il rischio attentati mette in difficoltà il fiorente sviluppo ittico

Roma – Le tensioni internazionali scatenate nello Yemen dalle minacce di attentati di Al Qaida nella penisola arabica mettono a rischio non solo la città di Sanaa, patrimonio
dell’Unesco, e i siti archeologici legati alla Regina di Saba, ma anche un considerevole patrimonio ittico, le cui specie dominanti sono i pregiati il tonno pinna blu e le aragoste, nonché
gli squali, importanti per il valore delle pinne essiccate che vengono esportate in Oriente. A fornire la fotografia della filiera ittica yemenita è uno servizio sull’ultimo numero del
periodico ‘Il pesce’.     

La Repubblica Unita dello Yemen, oggi uno fra i 30 Paesi più poveri al mondo, ha una zona costiera che si estende per 2.350 Km con diritti sulla Zee (zona economica esclusiva) fino a 200
miglia nautiche dalla costa. In più di 90 villaggi a vocazione ittica, dei quale 40 sul Mar Rosso e 50 nel Golfo di Aden, la pesca è la principale occupazione per 41mila pescatori
artigianali che possiedono circa 14mila imbarcazioni, attive in un ecosistema unico nel suo genere con oltre 600 specie ittiche censite, commerciali e non. La produttività è
maggiore al Sud, perché stimolata dall’ingresso delle ricche acque del Golfo di Aden.   

Nel decennio 1996-2006, secondo dati del ministero della Pesca di Sanaa, l’export di prodotti peschieri è passata da 15,2 a 89,6 tonnellate del 2006, per un valore decuplicato a 259
milioni di dollari. Negli ultimi anni la domanda, sia yemenita che estera, di pesca dei tonni è fortemente aumentata con una pesca stimata, nel 2004, di oltre 20mila tonnellate di tonno a
pinna gialla. Per le aragoste lo sfruttamento commerciale iniziò negli anni ’70 per l’alto valore aggiunto della specie e la stagione delle catture è aperta da novembre a marzo, con
un potenziale di 400-600 tonnellate da esportare.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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