Volontariato: «le regioni chiedono conferma dei principi solidarietà e gratuità»
7 Dicembre 2007
Veneto, 6 Dicembre 2007 – Conferma del principio di solidarietà e di distinzione con la promozione sociale e le attività di utilità sociale, gratuità delle
cariche elettive anche nazionali, entrate economiche assolutamente trasparenti, questi sono gli aspetti principali del documento proposte e di osservazioni delle Regioni italiane in merito ai
disegni di legge presentati in Parlamento per modificare la legge 11 agosto 1991, n° 266, in materia di organizzazioni di volontariato elaborato dalla Commissione Politiche Sociali della
Conferenza delle Regioni, coordinata da Stefano Valdegamberi, Assessore alle politiche sociali della Regione Veneto.
Il documento è stato presentato stamani dallo stesso Valdegamberi ai componenti della Commissione Affari Sociali della Camera nel corso dell’audizione sul tema. «Abbiamo illustrato
le nostre posizioni – ha fatto presente Valdegamberi – per migliorare le proposte di legge e renderle più rispondenti alle esigenze di un settore come quello del volontariato, soggetto
imprescindibile di dialogo e confronto per le istituzioni locali e nazionali, gamba essenziale del terzo settore e dello stato sociale, radicatissimo nel territorio veneto».
Valdegamberi ha spiegato in Commissione la contrarietà delle Regioni alla proposta contenuta in uno dei disegni di legge di affrancare la nuova legge dal principio di solidarietà.
«In tal modo, oltre a snaturare il volontariato da uno dei concetti cardine – ha detto – aumenterebbe la confusione, già peraltro esistente, rispetto alla promozione sociale. Il
documento sottolinea inoltre la necessità di affrontare il tema della distinzione tra solidarietà e utilità sociale. Non è condivisa neppure la deroga alla
gratuità delle cariche nei confronti dei responsabili delle organizzazioni di carattere nazionale, essendo opinione diffusa che la caratteristica peculiare e distintiva del volontariato
stia appunto nella gratuità e neppure i vertici possono sottrarsi alle regole generali». Per quanto riguarda le risorse economiche le Regioni hanno proposto che l’elenco delle
possibili entrate delle organizzazioni di volontariato rimanga tassativo e l’introduzione di «ogni altra entrata» da parte di entrambi i DDL sia eliminata «per non aprire la
strada a forme di introito inammissibili nonostante venga asserita la compatibilità con le finalità statutarie».
Altre osservazioni ai DDL riguardano: la democraticità della struttura sull’elettività delle cariche, l’estensione dell’iscrizione agli organismi di secondo livello, le
specificità del volontariato per cui viene considerato pericoloso che siano elencati i soggetti esclusi dal volontariato, come proposto dai due DDL. Sull’Osservatorio nazionale, se ne
prevede l’aumento dei membri anche se, secondo le Regioni, il numero dei rappresentanti delle organizzazioni iscritte al registro nazionale potrebbe essere diminuito, mentre Regioni ed enti
locali dovrebbero essere indicati come membri effettivi. Infine, il documento tocca gli aspetti legati alle agevolazioni, l’istituzione di un registro nazionale (in analogia con le Associazioni
di Promozione Sociale), e i fondi speciali presso le Regioni le cui risorse dovrebbero essere impiegate esclusivamente per sostenere il volontariato; affermata anche la necessità di
raccordo tra l’attività dei centri di servizio e le politiche sociali regionali.




