Valdegamberi su proposte modifica legge nazionale volontariato
29 Novembre 2007
Veneto, 28 Novembre 2007 – Un documento di proposte e di osservazioni in merito ai disegni di legge presentati in Parlamento per modificare la legge 11 agosto 1991, n° 266, in
materia di organizzazioni di volontariato è stato elaborato dalle Regioni Veneto, Umbria, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Liguria, Lombardia, Toscana e Provincia autonoma di Trento.
Il testo è stato discusso oggi a Roma dalla Commissione politiche sociali della Conferenza delle Regioni, coordinata dall’assessore veneto Stefano Valdegamberi. «Con senso di
responsabilità – fa presente lo stesso Valdegamberi – abbiamo messo a punto una serie di riflessioni che aiutino a migliorare il testo e renderlo il più rispondente possibile alle
esigenze di un settore come quello del volontariato, così radicato nel territorio veneto». Valdegamberi fa presente che non è condivisa la proposta contenuta in uno dei
disegni di legge di affrancare la nuova legge dal principio di solidarietà. In tal modo, oltre a snaturare il volontariato da uno dei concetti cardine, aumenterebbe la confusione,
già peraltro esistente, rispetto alla promozione sociale. Nel documento viene inoltre sottolineata la necessità di affrontare il tema della distinzione tra solidarietà e
utilità sociale. Non è assolutamente condivisa neppure la deroga alla gratuità delle cariche nei confronti dei responsabili delle organizzazioni di carattere nazionale,
essendo opinione diffusa che la caratteristica peculiare e distintiva del volontariato stia appunto nella gratuità e neppure i vertici possono sottrarsi alle regole generali.
Per quanto riguarda le risorse economiche si propone che l’elenco delle possibili entrate delle organizzazioni di volontariato debba rimanere tassativo e l’introduzione di «ogni altra
entrata» da parte di entrambi i DDL sia eliminata, in quanto potrebbe aprire la strada a forme di introito inammissibili nonostante venga asserita la compatibilità con le
finalità statutarie. Altre osservazioni ai DDL riguardano aspetti come la democraticità della struttura relativamente all’elettività delle cariche, all’estensione
dell’iscrizione agli organismi di secondo livello, alle specificità del volontariato per cui viene considerato pericoloso che siano elencati i soggetti esclusi dal volontariato, come
proposto dai due DDL. Per quanto riguarda l’Osservatorio nazionale, se ne prevede l’aumento dei membri anche se, secondo le Regioni, il numero dei rappresentanti delle organizzazioni iscritte
al registro nazionale potrebbe essere diminuito, mentre Regioni ed enti locali dovrebbero essere indicati come membri effettivi. Infine, il documento tocca gli aspetti legati alle agevolazioni,
l’istituzione di un registro nazionale (in analogia con le Associazioni di Promozione Sociale), e i fondi speciali presso le Regioni per i quali viene chiesto si rafforzi il principio secondo
cui tali risorse devono essere impiegate esclusivamente per promuovere e sostenere le organizzazioni di volontariato. Viene suggerita anche la necessità di raccordo tra l’attività
dei centri di servizio e le politiche sociali regionali.




