Viterbo: Sviluppo futuro del continente africano ricco di risorse al VI Forum internazionale dell’informazione per la salvaguardia della natura

By Redazione

 

La sessione pomeridiana del VI Forum Internazionale dell’Informazione per la Salvaguardia della Natura «Ambiente e Sviluppo per il Sud del Mondo», presieduta da Edo
Ronchi, presidente ISSI, ha visto gli interventi di Diadiè Dagnoko, Antonio Bertolotto e Alessio Ciacci.

Diadiè Diagnoko, ex ministro del Mali e coordinatore del Worl Social Forum, ha ripercorso cronologicamente i passaggi più importanti, dalla colonizzazione alla
marginalizzazione, del continente africano, individuando nella formazione e nella sanità le sfide più importanti per lo sviluppo futuro di un continente ricco di risorse.

Antonio Bertolotto, presidente della MARCOPOLO Environmental group, invece, ha sottolineato come l’ausilio delle tecnologie possa coniugare ambiente e sviluppo nel sud del mondo.

«E’ necessario selezionare le informazioni – ha spiegato – così da poter fare una corretta informazione e formazione. Ciò, in particolare nel sud del mondo,
può servire per conoscere gli errori fatti in passato ed utilizzarli come fattori di sviluppo per coniugare ambiente e sviluppo.

Per poter fare ciò le industrie di tutti i settori devono sfruttare le nuove tecnologie che oggi sono a disposizione. In questo modo si possono ottimizzare i processi riducendo
gli sprechi e i consumi energetici, sviluppare prodotti riciclabili, utilizzare tecnologie costruttive eco-compatibili, lavorare con macchinari nuovi e non obsoleti, che garantiscono
una maggiore produttività e riducono le emissioni nocive.

Infine è necessario mettere in sicurezza le discariche, in modo da ridurre l’emissione dei biogas nocivi derivanti dalla decomposizione dei materiali organici che poi si
disperdono nell’atmosfera.

Le moderne tecnologie – ha concluso Bertolotto – permettono di distruggere i biogas organici e, soprattutto, riutilizzarli per produrre energia. Ogni tonnellata di rifiuti genera una
quantità di gas recuperabile pari a circa 126 kw. Tutto ciò con una notevole diminuzione delle emissioni nocive e una riduzione della dipendenza dal petrolio».

La giornata si è conclusa con l’intervento di Alessio Ciacci, assessore all’ambiente del comune di Capannori, in Toscana, che differenzia circa l’80% dei
rifiuti prodotti.

«Capannori – ha spiegato l’Assessore – è il primo Comune in Italia ad aver aderito alla «Strategia rifiuti zero». Attraverso la delibera di adesione alla
strategia «Rifiuti Zero» ci siamo posti l’obiettivo di intraprendere il percorso verso il traguardo dei «Rifiuti Zero» entro il 2020 stabilendo per il 2008
il raggiungimento del 60% di raccolta differenziata e per il 2011 il 75%, combinando questi obiettivi con un impegno mirato alla riduzione della produzione dei rifiuti.

Il Comune di Capannori ed ASCIT hanno avviato una completa riorganizzazione del servizio andando ad eliminare dal territorio tutti i cassonetti ed attivando la raccolta domiciliare
«Porta a porta», con la consegna a tutte le famiglie degli strumenti per la raccolta differenziata.

Con la raccolta differenziata dal 2004 al 2007 abbiamo avviato a riciclaggio 56.861 tonnellate di rifiuti. A Marlia e Lammari (le due frazioni più abitate servite dal porta a
porta) abbiamo avviato a riciclo, dal Gennaio 2006 al Dicembre 2007, ben 8.288 tonnellate di rifiuti.

Dall’avvio del «Porta a porta», grazie all’aumento della raccolta differenziata abbiamo ottenuto una riduzione dei rifiuti indifferenziati di oltre 10.000
tonnellate.

Grazie alla sola raccolta differenziata della carta nel 2007 abbiamo risparmiato: l’abbattimento di 100.000 alberi; il consumo di 2.85 milioni di litri di acqua; l’emissione
di 9.100 tonnellate di CO2.

Per un termine di paragone – ha concluso Alessio Ciacci – 2,85 milioni di litri di acqua risparmiati equivalgono al risparmio idrico del consumo annuo di ben 31.647 cittadini. Grazie al
riciclo del vetro e della plastica, la mancata emissione in atmosfera di CO2 è stata pari a ben 821.200 kg. Grazie all’utilizzo di sfalci e potature si è ottenuto un
risparmio di 1.074.500 kg di CO2.

Sommando questi dati si ottiene la mancata emissione di 1.904.800 tonnellate di CO2 in atmosfera, dato che coincide con il mancato consumo di 676.204 barili di petrolio».

Alla fine della giornata i giornalisti presenti hanno potuto ammirare una delle tradizioni più sentite del territorio viterbese: il trasporto della celebre Macchina di Santa
Rosa, che il presidente del sodalizio dei «facchini» (il gruppo di volontari viterbesi cui è demandato l’onore e l’onere di trasportare ogni anno, il 3
settembre, quello che Bonaventura Tecchi definì il «campanile che cammina») ha illustrato loro con l’ausilio di un filmato in dvd.

 

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