Vino, Coldiretti: falso Made in Italy problema da 200 milioni di Euro

Vino, Coldiretti: falso Made in Italy problema da 200 milioni di Euro

By Redazione

Giorni di Vino: quello vero che si mette in mostra a Vinitaly, e quello contraffatto che continua a rimanere problema di primo piano, danneggiando il settore per circa 200 miloni di Euro.

A ricordarlo, Coldiretti, che nella kermesse di Verona ha creato l’angolo della vergogna, mettendo in mostra una serie di tarocchi del settore. Tra i più famosi, i kit con polveri per
creare un’imitazione del Chianti. Poi, vini stranieri che si appoggiano a denominazioni nostrane: il Barbera realizzato i Romania, il Marsala made in USA e l’Amaretto Beneventi che arriva dalla
Germania.

Spiegando il problema, Coldiretti ricorda che il falso vino italiano trae forza da due grandi elementi: le opportunità del Web e le fragilità legislative dell’Unione Europea.

Riguardo alla Rete, il falso vino tricolore la usa per raggiungere più consumatori, aumentando così la portata del danno. Tra i casi presi in esame, quello del Key Auntie: falso
Chianti, prodotto dall’americana Scatter Creek Winery, acquistabile su Internet e molto apprezzato dai visitatori del sito.

Parlando poi dell’Unione Europea, Coldiretti fa notare come il diritto comunitario abbia dei buchi e delle zone d’ombra, che permettono la vendita di kit di vino in polvere Prodotti come i vine
kit della società Vinland: spiega Coldiretti: “Vengono venduti
con i marchi Cantina e Doc’s che fanno esplicito riferimento alla produzione italiana, ma anche a un marchio di qualita’ tutelato dall’Unione europea, e promettono in soli 5 giorni di ottenere
in casa imitazioni dei vini italiani più noti per i quali vengono addirittura fornite le etichette da apporre sulle bottiglie”.

Matteo Clerici

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