Vino: Amarone, Coldiretti, banca dna anticlone per tutti i 355 vitigni

Vino: Amarone, Coldiretti, banca dna anticlone per tutti i 355 vitigni

L’Italia detiene il record mondiale nella biodiversità con 355 vitigni autoctoni ricchi di proprietà irripetibili e la mappatura del genoma rappresenta una grande opportunità
se sarà utilizzata  per valorizzare le identità territoriali dei vitigni e per proteggerle dai tentativi clonazione e modificazione genetica che favoriscono l’omologazione e la
delocalizzazione.

E’ quanto afferma la Coldiretti dopo che  l’Università di Verona ha annunciato di aver sequenziato il Dna per il primo vitigno autoctono nel mondo, la Corvina che è il vitigno
tipico della Valpolicella. I risultati della ricerca dovranno dare un importante contributo alla salvaguardia del legame con il territorio e delle specificità locali per difenderle dai
rischio di contaminazioni da Ogm ma anche sostenere – sottolinea la Coldiretti – una lotta più incisiva nei confronti delle frodi, sofisticazioni e tentativi di clonazione in atto in
diversi paesi a partire dalla Cina.

Nell’Italia dei vini di qualità – precisa la Coldiretti – non c’è spazio per il biotech nè nei vigneti, nè in cantina, nè sulle tavole dei cittadini e
vigileremo affinchè tra le applicazioni della ricerca non arrivi questa preoccupante novità di cui le imprese e i consumatori non avvertono certo il bisogno.

Occorre difendere un modello di sviluppo che è risultato vincente ed ha fatto scuola per l’intero sistema agroalimentare che fonda il suo successo sulla qualità, il legame con il
territorio e la trasparenza nel rapporto con i consumatori. Un percorso di successo che – continua la Coldiretti – ha portato l’Italia a essere il primo esportatore mondiale di vino con un valore
di 3,2 miliardi di Euro che ha contribuito a portare il fatturato del settore a oltre 9 miliardi di Euro.

Il vino oggi testimonia un processo di rigenerazione realizzato da un sistema di imprese che dopo il grande percorso di valorizzazione qualitativa si è posto anche l’obiettivo di offrire
nel bicchiere un intero territorio fatto del patrimonio genetico dei suoi vitigni, delle sue ricchezze endogene, del clima, di paesaggio, di testimonianze artistiche e naturali. Un obiettivo –
conclude la Coldiretti – al quale devono concorrere anche gli importanti sforzi fatti nell’attività di ricerca.

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