Vinitaly: Premio Cangrande alla fattoria Dezi di Servigliano

Le Marche ancora protagoniste al Vinitaly, la quarantaduesima edizione della manifestazione si è aperta, oggi, con la consegna della «Medaglia di Cangrande» alla fattoria
Dezi di Servigliano (AP).

Il titolo di «Benemerito della vitivinicoltura italiana» è un’affermazione che riconosce il lavoro svolto dall’azienda marchigiana nel valorizzare i vitigni locali e che
consolida anche la qualità delle nostre produzioni. Quest’anno il Salone scaligero internazionale dei vini e dei distillati si caratterizza per il tema dell’ambiente: non può
esistere un vino di qualità senza un territorio realmente tutelato. Proprio su questo filone si è mossa l’azienda Dezi, tanto da ricevere la medaglia per il «Solo» e
«Regina del Bosco», vini rossi premiati, quest’anno, anche da Slow Food e da Gambero Rosso con i «Tre Bicchieri» (riconoscimento all’eccellenza enologica nazionale).

Soddisfatto l’assessore regionale all’Agricoltura che durante la cerimonia di consegna del premio ha sottolineato la crescita della nostra vitivinicoltura, precisando che la giornata odierna
festeggia anche i quaranta anni della doc del «Rosso piceno». Ha anche evidenziato come il tanto lavoro effettuato dalle aziende marchigiane abbia innalzato la qualità dei
vini, sviluppando, nel contempo, l’immagine del nostro territorio. La crescita delle piccole cantine, come la fattoria Dezi, ha ribadito l’assessore, testimonia lo sviluppo di tutte le piccole
aziende delle Marche e la capacità di vendere i nostri prodotti locali, sempre più qualificati e apprezzati.

Dello stesso avviso è Stefano Dezi, titolare, con il fratello Davide, dell’omonima azienda, che vuole condividere la medaglia ricevuta con tutti i viticoltori marchigiani. «La
nostra terra – ha detto Dezi – ha bisogno di riconoscimenti, perché le Marche non sono seconde a nessuno. La nostra vigna è attiva dal ’68, con quindici ettari di produzione
Montepulciano e Sangiovese, e viene controllata con cura maniacale: inerbimento, concimi naturali, selezione severissima delle uve e una produzione che non supera le 40mila
bottiglie».
«La terra – ha concluso l’imprenditore di Servigliano – non va stressata, ma occorre molta pazienza, lasciando fare alla natura e intervenendo il meno possibile».

Lo stand della Regione Marche (1.200 metri quadrati di ampiezza), animato dai dj, conduttori di Radio Due e quattro sommelier, è stato letteralmente preso d’assalto dagli avventori, per
assaporare il meglio dell’enologia marchigiana, che sta dimostrando il suo potenziale qualitativo. Vini bianchi, rossi e frizzanti sono stati le star del padiglione, apprezzatissimi dalla
moltitudine di enoappassionati che affollano il Vinitaly.

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