Vinitaly: il vino italiano chiamato a raccolta
6 Marzo 2013
Tempo di Vinitaly, tempo di somme per il vino italiano. Primo dato ad emergere, la forza del Made in Italy, ma una forza collegata all’esterno. Infatti, tra i dati recenti emerge il record
dell’export: se allora gli USA rimangono primo mercato straniero (fino al 2016 con una crescita del 12%) diventano sempre più importanti Paesi emergenti, come Cina, Russia ed Australia.
Ecco allora la novità di Vinitalywineclub: una piattaforma digitale, pensata per dare informazioni e possibilità d’acquisto anche per chi è fuori dai confini italiani.
Sostenuto da Veronafiere e da un bilancio di 500.000 Euro, la startup nasce sulla scia del boom dell’e-commerce, capace di far vendere 80.000 bottiglie al giorno.
Sempre in nome delle potenzialità cinese, la kermesse di Verona ospiterà per la prima volta una delegazione ufficiale del Ministero del Commercio cinese, insieme ad una
rappresentanza dei colossi del commercio on line dello Stato asiatico.
Come ricorda Giovanni Mantovani, dg di Veronafiere, a loro supporto numeri importanti: “I cinesi potrebbero saltare direttamente all’e-commerce: si stimano 190 milioni di acquirenti sul web, in
continua crescita. Mentre per le presenze fisiche a Vinitaly oggi oltre il 35% del totale proviene dall’estero: l’anno scorso sono stati 48.500 da 116 nazioni”.
Sempre in tema tecnologia, gli organizzatori prenderanno speciali misure per assicurare il buon funzionamento di telefonini, smartphone e PC. Inoltre, ciascun padiglione disporrà di un
canale potenziato per la telefonia e di uno per il wi fi. A prova di black out.
Il vino italiano fa squadra a sé, ma non gioca da solo, essendo parte del sistema europeo.
Sulle misure dell’Unione si è espresso Ettore Riello, presidente di Veronafiere: “La UE ha approvato importanti stanziamenti a sostegno del vino italiano, molti dei quali destinati alla
promozione sui mercati intra ed extra UE: la credibilità, l’efficacia e l’ampio raggio d’azione di Vinitaly fanno di questo sistema un canale ideale per una promozione misurabile e di
qualità”.
Matteo Clerici





