Vinitaly 2010: appuntamenti Allegrini
1 Aprile 2010
Il convivio, dove il buon vino e il buon cibo si incontrano, è uno dei temi centrali della comunicazione di Allegrini. Al Vinitaly abbiamo invitato tre cuochi a portare, in modo diverso,
la propria testimonianza sul matrimonio imprescindibile tra i due protagonisti della tavola.
LA CUCINA DEL TERRITORIO E I 60 ANNI DELL’AMARONE ALLEGRINI
Giovedì 8 aprile, ore 12 – Giorgio Soave, Groto de Corgnan (Sant’Ambrogio di Valpolicella)
Segue la degustazione della Faraona all’Amarone. Su prenotazione.
I 30 ANNI DELLA GROLA. UN CUOCO. UN LIBRO.
Venerdì 9, ore 12 – Ettore Bocchia, Grand Hotel Villa Serbelloni (Bellagio)
ALLEGRINI E LA TOSCANA. UN CUOCO. UN LIBRO
Sabato 10, ore 12 – Luciano Zazzeri, La Pineta (Marina di Bibbona)
Dopo la presentazione del volume “La Baracca dello Zazzeri” degustazione del Caciucco.
Su prenotazione.
Questi tre appuntamenti si svolgono presso ALLEGRINI – Padiglione 6, Stand E5- all’interno della manifestazione Vinitaly (8-12 Aprile).
IL GROTO DE CORGNAN
Si può dire che Giorgio Soave rappresenti l’anima più vera della Valpolicella. Altri chef hanno messo in risalto la terra dell’Amarone, ma forse nessuno come lui è riuscito
ad esprimerne lo spirito e l’identità con un rigore ed una convinzione che ce lo hanno fatto amare come uomo prima ancora che come sensibile e abilissimo maestro di cucina. Il suo Groto
de Corgnan oggi è una nicchia di tradizione culinaria conservato nella sua struttura con la stessa attenzione che Giorgio mette nel coltivare le sue erbe aromatiche, il suo orto di
verdure di stagioni, nel far invecchiare i suoi formaggi d’alpeggio, nel confezionare le sue mostarde di frutta. Un Groto abbandonato e quasi diroccato che scoprì in una passeggiata con
l’inseparabile moglie Assunta in un lontano giorno del 1980. Fu un vero incontro. E una scommessa. Con attenzione, rispetto e cultura Giorgio rimise su il suo Groto pietra su pietra e lo
identificò nel suo luogo. Quello in cui da allora conserva, arricchisce e rinnova la tradizione culinaria locale facendo forza unicamente sui prodotti di un territorio ch’è
un’inesauribile miniera di scoperte olfattive e gustative.
E da Giorgio vai per i suoi stracotti, per le sue faraone, per i formaggi d’alpeggio, per i tartufi della Lessinia, per i funghi , per le erbe di campo raccolte e selezionate con passione rara.
Da Giorgio vai per bere i grandi cru valpolicellesi. E gli Allegrini in particolare ci vanno per ascoltare il suo racconto di quando, nel 1995, giunto al campo base dell’Everest, estrasse dal
suo sacco una bottiglia di La Grola per festeggiare la riuscita della scommessa forse più rischiosa della sua vita.
E LA GROLA SI POSÓ
Grola è un termine dialettale veneto che indica le varie specie di corvidi che alla fine dell’estate, in tempi di vendemmia e di trebbiatura, planano sui campi alla ricerca di cibo. E
Grola è anche il nome di una collina da cui è partita la fortuna di una famiglia della Valpolicella oggi conosciuta nel mondo vitivinicolo per i suoi vini di altissimo pregio:
quella degli Allegrini.
Fu Giovanni, viticoltore di gran talento, a comprare, non senza sforzi economici, quella collina da cui tutto prese avvio. Era il 1979. Oggi, passati tre lustri, i suoi figli hanno voluto
festeggiare e storicizzare quel momento e la loro ormai lunga vicenda nel vino con un bel volume, “La Grola si posò”,che ricorda, con piacevole narrazione visiva e scritta gli inizi di
Giovanni Allegrini, la crescita dell’azienda attorno a questa collina di origine vulcanica e alluvionale, perfettamente esposta al sole e ben protetta dai venti del lago di Garda. Un luogo, lo
si capisce bene dallo scorrere del volume, che per gli Allegrini significa, affettuosa memoria e soprattutto identità. Il simbolo dell’intera rinascita della Valpolicella.
A suggellare questo momento è stato coinvolto il cuoco Ettore Bocchia, uno fra i talenti più puri del complesso universo ristorativo italiano e un finissimo conoscitore di vini.
Bocchia presenta alcuni nuovi piatti, creati apposta per il trentennale, dettagliandoli in ogni passaggio e poi assaggiandoli e raccontandoli, al tavolo, in un clima di sereno convivio, a
Marilisa Allegrini, mentre insieme degustano i due storici vini usciti dalla terra grassa di questa collina di famiglia vinata per 30 ettari specializzati: la Grola, rosso di buon corpo, vivo
ed elegante al naso, sapido con note speziate al palato, ‘alchemico’ connubio fra la Corvina Veronese (al 70%) con apporti di Rondinella, Syrah e Sangiovese e la Poja, vino che riabilita
appieno le qualità della Corvina Veronese, bacca rossa di antichissima origine, facendole esprimere, in questa etichetta lavorata in purezza, i suoi migliori motivi: la robustezza di
corpo e il caratteristico profumo di mora e spezie. Un vino pensato e voluto fortemente proprio da quel Giovanni Allegrini che coltivò quella collina per coltivare il suo sogno.
LA BARACCA DELLO ZAZZERI
La nonna cucinava per i pescatori, poi venne la madre e poi fu il suo turno. Il turno di Luciano Zazzeri. Lui, col suo fare compìto e sereno ha attraversato quarant’anni di ristorazione
fuori dalla bolgia mediatica dei “cuochistar”, continuando, appartato, in un bellissimo angolo della costa di Marina di Bibbona, a pescare il pesce e a cacciare i colombi, nell’immediata
boscaglia dell’Alta Maremma. Bottino che avrebbe poi cucinato giornalmente per clienti sempre più esclusivi, nella sua Pineta, una baracchina sul mare, rimessa a nuovo, anzi addirittura
segnata da un’eleganza non ricercata, ma rispettata nella sua originaria, verace sagoma, continuando ad apportare migliorie a piatti già consolidati e a sperimentare nuove, suggestive
idee. E dopo tutto questo tempo uno come lo Zazzeri, scrigno di saperi culinari ma anche testimone protagonista di una sorta di rinascita di tutto il territorio, compreso fra Bibbona, Bolgheri,
fino …agli estremi lidi di San Vincenzo e Donoratico, ha avuto bisogno di uscire dalla cucina e di convogliare in un bellissimo volume, “La Baracca dello Zazzeri”,un’opera che è il
segno tangibile, leggibile e visibile di un clima, di un’idea di cucina, di una sapienza e dell’amore per le proprie radici.
Il volume è stato orchestrato dalla penna di Patrizia Turini,impreziosito dalle foto di Bruno Bruchi che illustrano 30 scelte ricette di Luciano e arricchito da molte testimonianze di
celebri e fedeli avventori che su lui hanno lasciato le proprie testimonianze nel volume.
Fra questi Carlo Petrini, presidente di Slow Food, che definisce il suo andare a pranzo da Luciano, “un approdo”; Piero Antinori, che appena è in zona fra le sue proprietà non
può far a meno di correre a La Pineta e Angelo Gaja, che definisce il locale di Zazzeri un “posto unico”.
E fra gli arrivi recenti nel territorio di Bolgheri, anche la testimonianza di Marilisa Allegrini che nel 2001 iniziò a investire in questa zona, ritenendola particolarmente vocata a
generare grandi vini, tanto da dar vita all’azienda di Poggio al Tesoro. E proprio in quel periodo la signora incontra la cucina dello Zazzeri e ne diviene entusiastica sostenitrice.
Nel volume Marilisa Allegrini addirittura lancia un’idea che suona come una sfida. “La Regione Toscana sta organizzando alcune attività interessanti, appropriate, utili al mercato e al
territorio. Per esempio la Bolgheri DOC dovrebbe essere un contenitore capace di valorizzare anche altre eccellenze del territorio, non solo i vitigni e i vini. Penso, ad esempio che un
incontro di Luciano Zazzeri con cinquanta cuochi newyorkesi potrebbe essere un’esperienza di valore mondiale!”
CARATTERISTICHE TECNICHE DEI DUE LIBRI
E La Grola si posò
Edito da Allegrini
pp. 72; dicembre 2009
due versioni: italiano – inglese
Coordinamento editoriale: Itaca Comunicazione, Milano
Concept Paolo Pedrazzini
Coordinamento Monica Luraghi
Art Direction Luana Gessaghi
Testi, curatéla Ilaria Russo
Traduzione Myriana Supyk
Fotografie:
Archivio Allegrini
Alessandro Castiglioni
Lidia Costantini
Andrea Cracco
Charmaine Grieger
Sara Matthews
Stampa CTS, Città di Castello (PG)
La Baracca dello Zazzeri
Sapori, passioni e racconti in Alta Maremma
Edito da: La Pineta
Italiano e inglese
pp. 288; dicembre 2009
Ideazione e realizzazione editoriale: Patrizia Turini
Collaborazioni: Naima Cantini, Alessandro Gasperini,
Andrea Zazzera, Daniele Zazzera.
AAVV
Progetto grafico: Romina Bartolini, Marco Marcelloni – GRAM, Pontedera
Traduzioni: Arcadia, Pisa
Fotografie: Bruno Bruchi, AAVV
Stampa: Bandecchi e Vivaldi, Pontedera





