Vini Lombardia uniti a Vinitaly 2017: buyers e business

Vini Lombardia uniti a Vinitaly 2017: buyers e business

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Milano, 14 aprile 2017
Non sappiamo se gli uffici di Veronafiere o le stesse regioni presenti al Vinitaly hanno registrato l’affluenza di visitatori nei padiglioni a loro riservati. Il successo della 51^ edizione è sotto gli occhi di tutti, tanto che in qualche area espositiva non era possibile muoversi con facilità.

E’ il caso della Regione Lombardia, certamente prestigiosissima nel PalaExpo ma, probabilmente, insufficiente per contenere la gran massa di visitatori che si è riversata, per esempio, nel settore riservato al Consorzio del Franciacorta. Tant’è vero che è stato più volte scelto di bloccare l’accesso in attesa che un po’ di visitatori defluissero verso gli altri settori riservati ai consorzi di tutela (Botticino, Cellatica, Lugana, Montenetto, Moscato di Scanzo, Oltrepò Pavese, Valtellina, Valcalepio, Terre Lariane, Vini Mantovani, San Colombano, San Martino della Battaglia, Valtènesi) o raggiungessero l’uscita.

A questo punto ci siamo fatti l’idea che la regione Lombardia dovrebbe scegliere altri spazi per agevolare l’afflusso di visitatori che sempre più numerosi sono interessati a conoscere non solo il Franciacorta, ma anche gli altri doc lombardi.

Insomma, il prestigioso PalaExpo riteniamo che sia troppo piccolo per una regione che alla 51^ edizione del Vinitaly ha attirato anche l’attenzione di numerosi buyer esteri interessati ad approfondire la conoscenza e ad acquistare le produzioni regionali.
Un interesse che, probabilmente, è una positiva conseguenza dell’eccezionale incremento dell’export registrato dai vini di qualità della regione, che negli ultimi quindici anni ha visto crescere il valore sui mercati esteri del 66,8%, arrivando a quota 258 milioni di euro, con punte elevate in Cina (+8.686,5%), Hong Kong (+1.508,8%), Spagna (+722,6%) e Belgio (+709,4%), è quindi destinato a proseguire anche in futuro.

Tant’è che Carlo Veronese, direttore del Consorzio di tutela Lugana doc che proprio a Verona ha  celebrato i 50 dell’istituzione della doc, dice che “abbiamo visto un pubblico molto qualificato, oltre a registrare parecchie presenze di operatori provenienti da Stati Uniti, Canada, Corea e Paesi del Nord Europa”.

Aggiunge il presidente del Consorzio tutela Valcalepio, Emanuele Medolago Albani  “Gli stranieri hanno dimostrando un grande interesse per un territorio che all’estero è poco conosciuto, ma che stanno scoprendo insieme ai nostri vini. Abbiamo ricevuto diverse delegazioni straniere, soprattutto da Cina, Regno Unito e Paesi del Nord Europa”.

Ma l’interesse dei buyer esteri – si legge nella nota diffusa dai responsabili del padiglione Lombardia –  è stata sottolineata anche dai produttori dei cosiddetti vini eroici, come quelli della Valtellina, visto che “le aziende hanno fatto incontri interessanti con operatori provenienti prevalentemente da Svizzera e Stati Uniti”, confida Mamete Prevostini, presidente del Consorzio Tutela Vini di Valtellina, così come verso le produzioni di nicchia che contribuiscono a rendere la Lombardia la regione con la più ampia possibilità di scelta a livello nazionale.

È il caso, ad esempio, di Montenetto, piccola denominazione bresciana che a Vinitaly “ha attirato molto  interesse da parte dei buyer stranieri, soprattutto cinesi”, spiega la presidente del Consorzio Montenetto, Maria Grazia Marinelli.

Vincente si è rivelata la “scelta di Vinitaly di andare in maniera sempre più netta verso la vocazione di momento di business: la soddisfazione delle aziende per la presenza qualificata di delegazioni di buyer stranieri dimostra che la scelta sta pagando”, commenta il presidente di Unioncamere Lombardia, Gian Domenico Auricchio “Oggi che la sfida si gioca più che mai sui mercati internazionali il nostro obiettivo è quello di sostenere i produttori lombardi a fare “fronte comune”. Il Padiglione Lombardia a Vinitaly, dove era presente l’85% delle aziende lombarde presenti in fiera, è un esempio positivo di come si possa lavorare insieme per un obiettivo comune”. Anche perché “L’internazionalizzazione è un percorso ineluttabile per i nostri vini, anche alla luce di consumi che sul mercato domestico non mostrano grandi segni di vitalità – sottolinea l’assessore all’Agricoltura, Gianni Fava –. L’elevata qualità dei vini lombardi e la varietà così ampia ha attirato operatori qualificati e buyer esteri, a conferma di un interesse che sta crescendo”.

L’interesse per il mondo del vino  sta crescendo anche fra i giovani. Tant’è che a Verona è stato evidenziato che in Lombardia crescono gli iscritti ai corsi universitari in enologia: +7,4% tra 2013 e 2016.

Punto di riferimento a livello regionale è l’Università degli Studi di Milano, che nel corso degli ultimi anni ha visto crescere il numero di iscritti al corso di laurea che propone nel proprio piano di studi un approfondimento sui principi della coltivazione della vite e della produzione del vino. Tra il 2013 e il 2016 il numero di studenti immatricolati è passato da 380 a 408. E nel corso dell’ultimo anno accademico i laureati hanno raggiunto quota 119.

È quanto emerge dall’elaborazione effettuata da Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia su dati del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca. “Si tratta di un trend che conferma il crescente interesse dei giovani per un settore, quello vitivinicolo, che sta dimostrando una particolare vitalità – commenta Auricchio -.

Negli ultimi cinque anni il numero di occupati nel settore coltivazione e produzione di vino in Lombardia sono aumentati del 16%, passando dai 5.285 del 2011 ai 6.110 nel 2016. Questo sicuramente ha contribuito a fare in modo che i giovani fossero incentivati a seguire la propria passione, anche intraprendendo un percorso di studi legato all’enologia”.
“È un elemento scontato che le imprese agricole condotte da giovani e da laureati sono più propense all’innovazione e all’export – aggiunge Fava – e tale capacità di crescita e di maggiore facilità ad affrontare i mercati vale anche per quegli studenti che hanno scelto come corso Enologia, una facoltà che offre molte opportunità, sia come capoazienda, col vantaggio di poter accedere ai finanziamenti specifici per i giovani all’interno del Programma di sviluppo rurale, sia in qualità di professionista del vino in diversi altri ambiti”.

Michele Pizzillo
Inviato Speciale
a Vinitaly
Newsfood.com

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