La Tordera: Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg a Vinitaly 2017

La Tordera: Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg a Vinitaly 2017

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Verona, 11 aprile 2017

Se incontri l’interlocutore giusto, gli appuntamenti fieristici ti riservano delle belle storie. In questo caso, al Vinitaly, l’interlocutore giusto è Elisa Villanova, impiegata de “La Tordera”, azienda vinicola di proprietà della famiglia Vettoretti situata nel cuore dell’area di produzione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg.
Andiamo per ordine. Dall’ufficio stampa Weagroup di Castelfranco Veneto arriva l’invito a visitare lo stand di un’azienda agricola che per la verità non abbiamo mai sentito nominare. E, questo, è già un motivo per fare un salto. Dove incontriamo una simpaticissima ragazza, Elisa appunto, che risponde a tutte le domande tanto che chiediamo se “è la figlia del proprietario”. No, sono un’impiegata. Commentiamo, senza farci sentire: che fortuna hanno i proprietari de “La Tordera” se tutti i loro collaboratori sono come Elisa.

LaTordera_Vigneto

Già questa premessa invoglia a parlare di un’azienda ubicata sulle colline di Valdobbiadene, tra Venezia e le Dolomiti, nel cuore dell’area di produzione del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore docg. Qui, da un secolo, la famiglia Vettoretti trasforma le uve in eleganti e raffinati spumanti avvalendosi delle più moderne tecnologie ma sempre nel rispetto della tradizione, racconta Elisa mentre ci versa nel calice  la novità che La Tordera ha portato a Verona, il Prosecco Tittoni, per la prima volta in versione “Rive di Vidor”, un dry espressione autentica del territorio della docg perché prodotto sulle “Rive”, vigneti così chiamati per la natura ostica dei terreni che, essendo molto ripidi, richiedono di essere lavorati rigorosamente a mano.

LaTordera_Vigneto

La Tordera, però, è nata sulla collina del Cartizze, denominata La Tordera perché frequentata dai tordi che in autunno scendevano dalle vicine montagne in cerca di cibo tra i filari dei vigneti e così il figlio Pietro e i tre nipoti di Bepi Vettoretti – Gabriella, il commerciale; Renato il vignaiuolo;  Paolo l’enologo – quando hanno deciso di fondare l’azienda, nel 2003, hanno pensato di chiamarla con lo stesso nome della contrada, anche per sottolineare il loro attaccamento al terroir, avrebbero detto i francesi.
Nel 2016 La Tordera ha prodotto oltre un milione di bottiglie, traguardo raggiunto anno dopo anno, grazie ad “un trend di crescita delle vendite costantemente in aumento sia in Italia che all’estero – spiega Gabriella Vettoretti -. Abbiamo sempre investito nei nostri vigneti di proprietà per poter raccogliere uva di qualità, seguendone i passaggi successivi come la lavorazione e la commercializzazione. In questi anni abbiamo valorizzato molto anche il packaging delle bottiglie, in modo che potessero esprimere tutta la qualità e l’eleganza dei nostri vini”. I vini che sono presenti in 30 paesi tra i quali Olanda, Regno Unito, Belgio, Francia, Svizzera, Norvegia, Portogallo, Russia, Hong Kong e che adesso guardano con ottimismo alla crescita in mercati come Stati Uniti, Canada e Australia.

La kermesse veronese ha fatto da scenario al debutto del già citato Tittoni, appunto, che prende il nome dell’antico proprietario della vigna “Rive di Vidor”, il Cavalier Tittoni, un Prosecco che rivela un  profumo complesso e vellutato di mela e susina gialla, bouquet di rosa bianca e leggera balsamicità. Il sapore è intenso e di una nobile struttura che ricorda la complessità del profumo con sentori di frutta. Il risultato è uno spumante elegante ed estremamente raffinato dalla freschezza ben equilibrata.
L’altra novità presentata al Vinitaly  è “LT Tordera”, la versione da 200 ml del Prosecco doc Treviso brut. “Una nuova proposta in linea con le richieste del mercato e indirizzata soprattutto al consumatore giovane, ma non solo. La mini taglia consente di evitare sprechi e di non rinunciare al vino se poi ci si deve mettere al volante. Con la bella stagione è comoda per il consumo all’aperto, e pensata anche per i locali da spiaggia o per i bar degli hotel”, aggiunge la signora Gabriella.

Allo stand dell’azienda, che ha sede a Vidor, è stato possibile degustare tutta la produzione La Tordera come l’eccellente Prosecco Superiore di Cartizze all’Otreval Rive di Guia, rara espressione di brut docg Valdobbiadene Prosecco Superiore con zero zuccheri residui; l’extra dry Serrai, ideale per i brindisi speciali; il Brunei che è il brut docg più conosciuto e venduto dell’azienda. Nonché i due Prosecco doc Treviso: Alnè, perfetto per l’aperitivo e Saomì, fresco e versatile. Per finire, le due proposte di bollicine alternative al Prosecco: il Gabry Rosè (da uve Merlot e Incrocio Manzoni) e il Jelma’s (Chardonnay musqué, Pinot grigio e Glera).

Spumanti tutti prodotti con il Metodo Charmat, per conservare i freschi sentori dell’uva Glera (minimo 85%) e dei vitigni autoctoni Verdiso, Bianchetta, Perera e Glera Lunga. La seconda fermentazione avviene in grandi autoclavi, preservando così i sentori freschi e fruttati dell’uva coltivata nei 65 ettari di vigne di proprietà che distano al massimo 15 chilometri dalla sede aziendale, dove avvengono tutte le fasi di produzione degli spumanti. La vendemmia, inoltre,  è effettuata a mano, assicurando così la consistenza e la salubrità degli acini.

Il percorso intrapreso dall’azienda trevigiana mira a raggiungere il traguardo di una viticoltura sempre più green, in armonia con l’ambiente e sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale. La parola chiave che identifica l’impegno dei Vettoretti è “Naturale Balance”, il cui obiettivo è produrre un vino espressione del territorio, in grado di trasferire nel bicchiere le diverse espressioni delle colline di Valdobbiadene e la differenza dei territori che coltiviamo, si infervora Elisa quando parla del “suo” Prosecco. Anche perché la cantina La Tordera, costruita nel 2000, ampliata nel 2011 e ancora nel 2016, ha ottenuto la pre-certificazione Casa Clima: attestato che valuta la compatibilità ambientale dell’edificio e il comfort abitativo, il consumo di energia e acqua nella produzione dei vini, la scelta degli imballaggi ma anche le conseguenze del trasporto. Ma non finisce qui, perché la bottiglia personalizzata, creata appositamente per l’azienda, pesa soltanto 720 grammi ed è composta per oltre l’80% da vetro riciclato: ciò permette una più bassa temperatura di fusione e quindi una dispersione minore di anidride carbonica nell’atmosfera.

Per gli imballaggi viene utilizzata carta riciclata al 100% e legno di pino vergine essiccato senza altri trattamenti. Mentre l’installazione di pannelli fotovoltaici sul tetto della cantina permette una buona autonomia dal punto di vista energetico. L’acqua, impiegata per il lavaggio delle vasche e per alcune fasi d’imbottigliamento, è stata ridotta e viene raccolta in apposite vasche per essere poi riutilizzata nell’irrigazione dei vigneti per non far soffrire le piante nei periodi di forte siccità.
La cantina in legno, poi, garantisce un’ottima coibentazione e fa sì che non ci siano scambi di calore tra esterno e interno così da mantenere gli ambienti alle temperature adeguate.

Michele Pizzillo
Inviato Speciale
a Vinitaly
Newsfood.com

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