Vicenda Santo Padre – La Sapienza, la proposta di Bondetti

Vercelli – «Mi sento profondamente colpito e accuso sentimenti di amarezza e indignazione per le polemiche scaturite sulla visita del Santo Padre all’Università La Sapienza,
questa è una vicenda che colpisce nettamente le coscienze di tutti gli italiani, indistintamente, siano essi cattolici o laici».

Sono le parole del Presidente del Consiglio Provinciale Pietro Bondetti, che ha deciso di intervenire sulla questione che in questi ultimi giorni ha scosso, e scandalizzato, l’opinione pubblica
internazionale. L’immagine di Papa Benedetto XVI costretto a rinunciare alla visita all’ateneo della Sapienza, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico, a seguito delle proteste di
alcuni studenti e docenti, rappresenta una pagina triste della nostra storia.
«Neppure sotto il regime comunista, nel periodo più nero della dittatura in Polonia, con la legge marziale in vigore, strumento massimo di negazione delle libertà personali,
ad un Papa fu proibito di andare in visita, di parlare, di portare un messaggio cristiano. Dovremmo forse credere che nel mondo universitario italiano vige un sistema più coercitivo di
una dittatura in regime di legge marziale?», si domanda Bondetti, che poi chiude lanciando una proposta.

«Mai come in questo momento sarebbe opportuno dimostrare che la nostra università è diversa. Che si basa su un principio che vede il confronto di idee alla base di
un’autentica formazione degli studenti, nozionistica ma anche etica. Sarebbe bello se, alla prossima apertura dell’anno accademico, l’Università di Vercelli invitasse Benedetto XVI. Per
dimostrare che nelle università del nostro Paese è ancora possibile ospitare un’autorità religiosa che non ha lo scopo di convincere forzatamente chi incontra, ma quello di
allacciare un dialogo tra scienza e fede di cui mai come oggi si sente la necessità».

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