Vicenda Fassa Bortolo: Rifondazione comunista scende al fianco del comitato cittadino

By Redazione

Perugia, 1 dicembre 2007 – Il gruppo provinciale di Rifondazione comunista fa sentire la sua voce in merito alla volontà della Fassa Bortolo di “insediare un proprio stabilimento
in una zona di grande pregio ambientale, storico e paesaggistico della nostra provincia, inizialmente nel territorio del Comune di Corciano, poi – a seguito del diniego di quest’ultimo – in
un’area contigua, posta ai confini del territorio del Comune di Magione”.

Ed è per questo motivo che i politici hanno incontrato una rappresentanza del Comitato per la tutela ambientale dell’area nord Perugia, Corciano e Umbertide, “alla quale hanno
riconfermato il proprio appoggio e la totale condivisione degli obiettivi per cui si battono le popolazioni locali”. Il motivo dell’agire dei consiglieri Guido De Prisco, Fausto Cocciari e Luca
Baldelli è dettato dalla diffusione, “in questi ultimi giorni di voci relative ad incontri riservati tra esponenti delle istituzioni regionali e locali al fine di trovare una soluzione
alla spinosa e contrastatissima questione posta dalla richiesta dello stabilimento da parte della ditta Fassa Bortolo. A questa richiesta – si legge in un comunicato stampa – è legata
l’istanza della ditta Marinelli di ampliare la propria cava di Monte Petroso, a metà tra i comuni di Perugia e Corciano, al fine di rifornire di materiale lo stabilimento sopra citato.

L’insieme di questo progetto industriale – continua la nota -, qualora fosse realizzato, produrrebbe uno sconvolgimento definitivo di tutta quell’area e una modificazione del suo profilo
ambientale, culturale, economico e sociale non più recuperabile: una perdita definitiva e irrevocabile, un impoverimento drastico del valore di quel territorio, in nome di un’idea di
sviluppo distorto e di profitto garantito soltanto ad un’imprenditoria di consumo delle risorse ambientali. Le stesse voci riferiscono di come in questi incontri si cercherebbe il modo di dare
soddisfazione alle richieste delle aziende, aggirando le tante voci che in questi ultimi mesi si sono levate contro il progetto, a partire dal Comune di Corciano che ha negato la
disponibilità del proprio territorio, fino alla grande mobilitazione di cittadini, residenti, imprenditori, associazioni locali che hanno più volte manifestato la propria
contrarietà”. Ed è in questa delicata fase che, appunto, il Gruppo di Rifondazione comunista alla Provincia di Perugia ha incontrato una rappresentanza del Comitato per la tutela
ambientale dell’area nord Perugia, Corciano e Umbertide. Oltre ai consiglieri erano presenti per il comitato Luana Colacecchi e Michele Caligiana.

“A sostegno dell’azione del comitato e in coerenza con le proprie scelte politiche – conclude la nota -, Rifondazione comunista ha presentato, sulla medesima questione, un’interrogazione
urgente al presidente della Provincia, nella quale si chiede anzitutto che vengano rispettati tutti i passaggi partecipativi e democratici previsti dalla normativa affinché, nella fase
delle decisioni, vengano privilegiati gli interessi dei cittadini e dei territori piuttosto che obiettivi imprenditoriali che appaiono discutibili e comunque non rispettosi delle vocazioni del
territorio. A questa iniziativa seguiranno altri passi politicamente più impegnativi e stringenti qualora il processo decisionale non dovesse apparire completamente democratico e
trasparente”.

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