Viaggio relax alle Coronarie, alla ricerca di quello che non c’è

Viaggio relax alle Coronarie, alla ricerca di quello che non c’è

Era da un po’ di tempo che mi sentivo stanco, avevo bisogno di staccare, di allontanarmi dalla vita frenetica lavorativa di tutti i giorni … e spesso, anche le notti.

In certi casi non bisogna cercare il prezzo più conveniente per risparmiare, occorre un professionista che sappia valutare le nostre esigenze e ci dia una consulenza professionale ad hoc.
Mi decido e vado direttamente dal mio “Cuor Operator”. Chiamo un taxi, è il n° 118, che mi porta velocemente nel suo grande Studio.

C’è grande fermento nello Studio, gente che va e viene indaffarata. Qui i clienti non mancano mai.

Mi accoglie cardialmente e subito vuole auscultare tutto, e chiama anche alcuni suoi fidati collaboratori, tutti laureati, tutti Dottori.

Capisce subito che occorre qualcosa di speciale e mi propone un viaggio alle Coronarie.

Ne avevo già sentito parlare e confesso che non ne sapevo molto ma mi sono fidato ciecamente della professionalità del Cuor Operator.

Chiedo:-“Cosa c’è di così bello da vedere alle Coronarie?”
Non è la bellezza è il mistero! E il mistero ancor più grande è che si va alla ricerca di qualcosa che, stranamente, se non la si trova si torna indietro  più contenti e soddisfatti… con una gran voglia di vivere..

Il giorno dopo ero già pronto per la partenza; ero in un’altra stanza del suo Studio, con tante luci, e fremevo per dare inizio a questa nuova avventura…misteriosa ma assai affascinante.

Il CO mi fa le ultime raccomandazioni e mi rassicura sul viaggio che sto per intraprendere: mi dà una torcia e una video camera.  Mi dice:-“quando arriverai alle Coronarie, guardati attorno bene. Potresti trovare anche delle ostruzioni o delle conformazioni strane. Comincio a non capire: vado in vacanza o a fare lo speleologo? Ma la curiosità è tanta. Salgo sulla navicella e inizio il mio viaggio.

Forse è un sogno ma di colpa, zac, mi sembra di essermi miniaturizzato e di entrare con la mia navicella Sonda 16  in un tunnel che percorro velocemente fino ad un gomito e poi arrivo ad un dosso, come se fosse una spalla e  proseguo. E’ buio pesto, accendo la torcia e anche la video camera. Le pareti del tunnel sono lisce e scivolose … all’improvviso la navicella si ferma e davanti a me una caverna più grande. E sento anche distintamente il battito ritmico e incessante della pompa che fa funzionare una grande Centrale.
Guardo bene, scruto, cerco nei cunicoli e nelle condotte ma nulla di nulla. Non vi sono né stalattiti e neppure stalagmiti… tutto è liscio e pulito.
La navicella viene risucchiata da una forza misteriosa e mi ritrovo … nel letto. .

Che strano sogno|  Che gioia non aver trovato ciò che si è cercato|

Un altro viaggio mi attende; molto più impegnativo che sarà dedicato alla scoperta delle dolci sirene ammaliatrici; dolci sì, ma molto pericolose.

 

Giuseppe Danielli

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