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Verona, curiosità e misteri da scoprire per i visitatori di Vinitaly – Ricetta Pork in Bigoncia
1 Aprile 2023
By Giuseppe
Verona, curiosità e misteri da scoprire per i visitatori di Vinitaly
Molto ancora c’è da scoprire sulle origini di questa incredibile città sia in superficie che nei sotterranei.
Uno di quelli che mi ha colpito è il possibile coinvolgimento della città nell’opera Santa dei Templari
Newsfood.com, 28 marzo 2023
Testo di Victor King,
in esclusiva per Newsfood.com –
A Verona c’e ancora qualche mistero da svelare…
Molto ancora c’è da scoprire sulle origini di questa incredibile città come i suoi livelli in superficie e nei sotterranei.
Uno di questi che mi ha colpito è il probabile coinvolgimento della città nell’opera Santa dei Templari: addirittura, l’unica tomba al mondo di un alto dignitario dell’ordine dei Templari si trova proprio nella Chiesa di San Fermo, sopravvissuta alla “Daminatio Memoriae” ordinata dalla Chiesa, con l’intento di distruggere tutti i simboli Templari.
A Verona, perché in una Chiesa penzola un coccodrillo?
Per poter scoprire un’altra particolarità delle origini incerte basta recarsi nell’edificio adiacente alla Chiesa di Santa Maria della Pace, dove è conservato un coccodrillo mummificato di 5 metri che pende dal soffitto, nel 1608, una leggenda racconta che il rettile sia stato portato a San Michele, frazione di Verona, da alcuni membri di una facoltosa famiglia, e che una volta cresciuto, sia stato abbandonato nelle acque acquitrinose lungo il corso dell’Adige. Qui si aggirava indisturbato terrorizzando la popolazione e divorando greggi e bambini, senza che nessun cacciatore riuscisse a prenderlo.
Infine una fanciulla, ispirata dalla Vergine Maria, consiglio’di scavare un pozzo grande, ricoprirlo di arbusti e metterci sopra dei pezzi di carne come esca.
Il coccodrillo finìnella trappola, catturato e ucciso, per essere posto nella Chiesa come un qualunque ex voto, con la testa rivolta verso la città e la coda verso l’altare della Madonna. Però un giorno successe che un operaio, che stava rimettendo a posto la parete della struttura, perché si erano tolti dei calcinacci, vide una fessura tra i mattoni, tolse pian piano sia i calcinacci e i mattoni, e con meraviglia scoprì una specie di piccola libreria, e vennero fuori vari libri di Chiesa e di cucina scritti da qualche frate francescano, chissà, datati fra il 1000 e il 1200 d.c.
In uno di questi libri di cucina, trovò una curiosa ricetta, e lo consegno’ al Reverendo della Chiesa. E rimase in canonica perché dimenticato.
Però un giorno si presentò un frate francescano/gastronomo e discutendo con il Reverendo si è fece consegnare i libri di cucina, perché aveva detto che gli servivano per il suo Convento.
Io Victor King, conoscendo l’amico frate, -anche se con molta fatica!!- mi sono fatto consegnare una delle ricette inserite in uno di quei libri.
L’ho trascritta nel mio libro -ricettario. L’ho riadattata alle abitudini alimentari dei nostri giorni, il procedimento di allora era di inserire la carne di maiale in un contenitore costruito per l’occasione, denominato “BIGONCIA” detta Bigoncio, termini derivanti per la composizione dal latino “BIS” due volte e CONGIUS (antica misura per liquidi) e un contenitore di legno composto da doghe inclinate, tradizionalmente costruita con legno di castagno, la BIGONCIA veniva utilizzata durante la vendemmia e la vinificazione per trasportare l’uva pigiata alla cantina e per riempire i tini di fermentazione.
Però i frati ebbero, allora, un’idea per conservare e trasportare la carne di maiale, ed inventarono e adattarono un sistema alquanto ingegnoso e particolare, quello di poter usufruire, oltre che all’impiego di trasporto dell’uva, anche quella di conservare la carne di maiale immergendo il prodotto con aggiunta di acqua, vino, sale, zucchero ( però ricavato e lavorato questo composto dolce da una barbabietola), aromi vari, e lasciata macerare per vari giorni in cantina, o in un posto al buio, in modo che la carne si “marinasse” per conto suo, sino al limite del processo di marinatura, e dopo veniva lavata, pulita, e tagliata in parti uguali per i fratelli francescani.
Io però l’ho riadattata, ai gusti dei giorni nostri, con qualche procedimento diverso, anche adeguarlo per quanto riguarda le tecniche di oggigiorno (vedi H.C.C.P.)…
MAIALE in BIGONCIA (ricetta)
Preparazione :
Ingredienti:
Erbe aromatiche: Rosmarino, Salvia, Lavanda, Artiglio del Diavolo, Ginepro, Anice stellato, Cannella intera, Maggiorana, Menta piperita, Timo, Curcuma, Paprika dolce, Zafferano, Zenzero grattugiato, Cumino, Zucchero di barbabietola integrale 60/70%, Sale grosso 20/30% ( Dipende se piace + dolce che salato).
Mettere a bollire il tutto sino a quando si amalgamano, l’acqua, il vino, lo zucchero, il sale e gli aromi, e quindi ancora bollente versare sulla lonza di maiale ( precedentemente pulita).
Laasciare raffreddare, poi coprire; metterla in frigo e lasciarla per 5/6 gg.
Passato il tempo, si tira fuori la carne e la si asciuga.
Consiglio di conservarla nel congelatore, specie d’estate; si taglia con l’affettatrice e la si posiziona sul piatto come fosse un carpaccio, con l’aggiunta di misticanza, pomodorini e un’emulsione di olio evo, senape, sale e pepe q.b. oppure a piacere glassa di aceto balsamico.
Buon appetito!!
P.S. è un piatto molto originale e delizioso, si può gustarlo sia d’estate che d’inverno.
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