Verdure: quelle surgelate sono meglio delle fresche
8 Marzo 2010
A lungo discriminate, ora le verdure congelate prendono la loro rivincita. Esse sarebbero infatti migliori di quelle fresche, poiché capaci di contenere i nutrienti (come le vitamine)
più a lungo.
Lo sostiene una ricerca dell’Institute of Food Research, diretta dalla dottoressa Sarah Schenker e pubblicato dal “Telegraph”.
Gli studiosi, a supporto della loro tesi, fanno notare la differenza di preparazione tra i due tipi di verdura.
Le verdure surgelate vengono spesso congelate entro poco dal momento di raccolta: questo le permette di conservare a lungo i vari nutrienti.
Situazione totalmente diversa per le verdure fresche.
Queste possono impiegare anche 9 giorni ad arrivare sugli scaffali del supermercato, a cui vanno aggiunti altri 4 di sosta negli scaffali. In più, il consumatore può lasciar
trascorre altro tempo dal momento dell’acquisto a quello dell’alimentazione.
Nella peggiore delle ipotesi, spiegano così gli scienziati, si può avere un “ritardo di 16 giorni”. E tale stop pesa: test di laboratorio hanno mostrato come i fagiolini possono
perdere fino al 45% di sostanze nutritive, broccoli e cavolfiori il 25% e i piselli un più’ modesto 15%. Se la cavano meglio le carote, che perdono il 10% di nutrienti.
Spiega la dottoressa Schenker, nutrizionista: “Il contenuto nutrizionale degli ortaggi freschi comincia a deteriorarsi dal primo minuto successivo alla raccolta. Ciò significa che nel
momento in cui finiscono nel nostro piatto, anche se crediamo di fare il ‘pienone’ di vitamine e sostanze nutritive, potrebbe non essere affatto così”.
Gli fa eco Charlotte Harden, anche le impegnata nella ricerca: “Dobbiamo tener conto che può essere sbagliata la convinzione per cui un alimento fresco è sempre migliore del
corrispettivo surgelato. I surgelati possono essere nutrizionalmente comparabili o, in alcuni casi, addirittura superiori dal punto di vista nutrizionale”.
Fonte: “Frozen vegetables ‘more nutritious than fresh vegetables’, says report'”, Telegraph 05/03/010
Matteo Clerici
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