Vercelli: Legittimare il ruolo della Provincia. Rimodularne i confini creando aree più vaste

 

Vercelli – In tutta Italia le Province hanno convocato Consigli Provinciali straordinari per discutere con i Comuni, i rappresentanti dei partiti, delle imprese, dei sindacati,
delle forze sociali e con i cittadini, difendere la dignità delle istituzioni e ribadire la necessità di aprire un confronto reale sulla riorganizzazione del sistema
istituzionale del Paese.

Lo hanno deciso i rappresentanti delle Province italiane, nel Consiglio Direttivo dell’Upi, approvando all’unanimità un ordine del giorno nel quale si ribadisce l’infondatezza
delle argomentazioni usate contro le Province, e la necessità di proseguire, invece nel cammino delle vere riforme.

La discussione in Sala delle Tarsie ha portato alla sottoscrizione all’unanimità di un documento nel quale si legittima il ruolo della Provincia, con la reale necessità
però di dar vita ad una serie di colloqui e riflessioni per accrescerne il peso specifico. Ovvero rimodularne semmai confini, creando aree più vaste.

Nel suo intervento il Presidente della Provincia Renzo Masoero ha spiegato: “Lo sviluppo del Piemonte, così come quello di tutte le regioni italiane, transita necessariamente
dalle Province. Perché rappresentano uno snodo fondamentale, un passaggio indispensabile per calare nelle realtà territoriali obiettivi, progetti e idee. Credo che la
questione del fututo delle Province non debba essere posta nei termini di come consentire alla Provincia di vivere, piuttosto di analizzarne il ruolo e la sua rispondenza alle moderne
necessità di governo della cosa pubblica. Sotto questo profilo non è in discussione l’utilità delle attuali funzioni amministrative provinciali, peraltro
accresciute in questi anni anche alla luce della qualità nuova, richiesta anche al governo locale, nella fase di profondi cambiamenti che stiamo vivendo”.

Cambiamenti che vedono spesso le Province chiamate a svolgere un’azione ad ampio respiro di coordinamento e concertazione di un arco di soggetti pubblici e privati molto più
ampio del passato. Ed è proprio attraverso la partecipazione che si giunge al moderno concetto di governance. Una via indispensabile per assicurare risposte efficaci alle varie
problematiche. Ma questo può accadere, come è stato sottolineato in aula nei vari interventi, con una Provincia più ampia che sappia porsi con maggior peso al
confronto con Regione e Governo.

Ha aggiunto Masoero: “Eliminare le Province vorrebbe anche dire affidare compiti e responsabilità che non possono essere assolte dai soli comuni capoluogo o da quelli più
piccoli. Non credo francamente che tale lavoro potrebbe essere gestito direttamente dalla Regione, né affidato alle sole realtà comunali”.

“Abolire le Province – conclude Masoero -. significherebbe minare dalle fondamenta gli equilibri della vita amministrativa del nostro Paese. Perché essere rappresentano un
insostituibile crocevia fra innovazione e sviluppo, un punto di riferimento necessario per la valorizzazione della politica del territorio”.

 

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