Venezia: Progetto tra Cacciari e la Coca – Cola per la collocazione di distributori automatici a Venezia

Venezia – La Coca-Cola non si ‘compra’ Venezia. Lo sottolinea il Comune precisando che l’accordo di oltre 2 milioni di euro in discussione con l’azienda della famosa bibita non
prevede “un’invasione” di distributori automatici nella città della laguna. Il Comune reagisce così ad un articolo della “Stampa” che anticipa i termini del contratto e il
sindaco Massimo Cacciari, da tempo impegnato a reperire i fondi per il restauro e la tutela della città d’arte che amministra, replica: “Attendo dalla ‘Stampa’ i 2 milioni e 100
mila euro per la salvaguardia e il restauro di Venezia”. I distributori – spiega poi l’amministrazione – non solo non avranno il logo della Coca-Cola, ma non andranno ad occupare
neppure il suolo pubblico, tanto meno ‘gioielli’ della città come Piazza San Marco o il Ponte di Rialto.

La partnership tra Coca-Cola e Comune di Venezia prevede la collocazione nel centro storico lagunare di 38 distributori, privi di marchio, all’interno di 14 imbarcaderi del servizio
pubblico di navigazione. Altri quattro, precisa l’amministrazione municipale, saranno invece sistemati all’ingresso dei servizi igienici pubblici dei Giardinetti ex Reali. Il piano
prevede infine che diversi distributori saranno collocati in futuro in luoghi chiusi o a bordo delle motonavi di linea.

“Nessuna deturpazione della città”. E’ netta la reazione di Maurizio Calligaro, capo di gabinetto del sindaco Massimo Cacciari, di fronte alla polemica suscitata dall’accordo da
2 milioni e 100 mila euro in cinque anni in via di definizione tra il Comune di Venezia e la Coca-Cola, che prevede la collocazione di una sessantina di distributori automatici di
lattine e snack in vari punti della città.

“E’ un accordo di marketing territoriale come fanno tante altre città del mondo”, spiega Calligaro assicurando che la Coca-Cola non ‘sporcherà’ affatto l’immagine di
Venezia coprendola di scritte pubblicitarie, dato che le macchinette non avranno il brand della famosa bevanda e non occuperanno il suolo pubblico: “Se non in un caso e cioé
vicino ai bagni dei Giardinetti reali – sottolinea con sarcasmo il capo di gabinetto del sindaco, respingendo con fermezza l’accusa di aver ‘venduto’ Venezia alla Coca-Cola – Una
quindicina di distributori andranno sui principali imbarcaderi dei vaporetti – spiega – gli altri all’interno del garage comunale e nella Ztl della terraferma. Dov’é
l’invasione?”.

Nei prossimi cinque anni i soldi che finiranno nelle casse comunali, costantemente alle prese con la mancanza di fondi per la tutela del patrimonio artistico della città, non
saranno solo gli oltre 2 milioni di euro – precisa Calligaro – ma anche le royalties sulle vendite.

La preoccupazione ora è che la polemica possa proprio far sfumare l’accordo in dirittura d’arrivo, sul quale neppure la Sovrintendenza avrebbe nulla da obiettare. La polemica del
resto non è nuova: era già scoppiata alla vigilia del Carnevale, quando il Comune smentì che la Coca-Cola fosse stata scelta come la bibita ufficiale del grande
evento, sia delle altre feste tradizionali di Venezia (festa del Redentore, Regata Storica e Capodanno), ma solo come uno degli sponsor.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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